norcia terremoto natale
Le luminarie nel centro storico di Norcia (foto Troccoli)

di Daniele Bovi

Lunedì il sottosegretario al Turismo, Dorina Bianchi, incontrerà alle 15.30 nel comune di Vallo di Nera i 25 sindaci de I Borghi più Belli d’Italia dell’Umbria, quelli delle città capoluogo di provincia (Perugia e Terni) e dei principali centri turistici della regione per affrontare la crisi del comparto che attanaglia questi territori, e non solo questi, a seguito della sequenza di scosse di terremoto che va avanti dal 24 agosto. Un terremoto che sta mettendo in difficoltà sia chi ha subito danni ingenti sia chi ha avuto conseguenze marginali o nulle. Il settore turistico della regione è sicuramente uno di quelli più in sofferenza anche se al momento numeri precisi per fare un confronto con il 2015 non ce ne sono. L’assessorato al Turismo della Regione sta analizzando quelli di novembre, da ‘depurare’ tra l’altro dalla presenza dei tanti terremotati ospitati negli hotel umbri dopo le scosse del 30 ottobre; solo nelle prossime settimane, dunque, si potrà fare un punto della situazione e calcolare i danni per il comparto.

I numeri Secondo le stime fatte a fine anno da Palazzo Donini il 2016 dovrebbe chiudersi, in termini di arrivi (numero di clienti ospitati) e presenze (numero di notti trascorse), con un leggero segno più. Stando alle statistiche dell’assessorato, tra gennaio e ottobre gli arrivi (2,1 milioni) sono cresciuti rispetto al 2015 del 3,2 per cento e le presenze (5,3 milioni) del 2,9 per cento. Andando a guardare gli ultimi numeri disponibili, cioè quelli di agosto, settembre e ottobre relativi ai vari comprensori, ad agosto nella regione nel suo complesso sono positivi (+1,8 per cento gli arrivi e +4,4 per cento le presenze) quasi ovunque a parte Valnerina (-11 per cento e -13,5 per cento) e Tuderte (-11 per cento e -3,4 per cento). A settembre il quadro cambia in modo drastico: nessun segno positivo con picchi negativi vicini al -50 per cento in Valnerina; molto male anche lo Spoletino (-17,5 per cento e -19,2 per cento), il Tuderte (-21,5 e -19,2 per cento) e anche il Ternano (-13,2 e -17,1 per cento) per un totale regionale che parla di un calo del 10,5 per cento degli arrivi e del 10,4 per cento delle presenze.

Comprensori A ottobre invece, mese in cui una manifestazione come Eurochocolate fa sentire tutto il suo peso nel Perugino e nel Trasimeno, qualche segno più c’è in particolare nell’Assisano (+3 e +1 per cento), nel Trasimeno (+20 e +15 per cento), nel Folignate (+17 e +12 per cento) e nell’Eugubino (+2,8 e +15 per cento). Per tutti gli altri segno meno a partire ovviamente dalla Valnerina (-41 e -22 per cento), ma anche per il Tuderte (-20 per cento per arrivi e presenze), Orvietano (-14 e -9,5 per cento) e Ternano (-8 e -13 per cento). Numeri, in attesa di quelli di novembre e dicembre, di fronte ai quali la Regione prova a reagire. Nei giorni scorsi durante una riunione con gli operatori economici si è parlato di una nuova campagna promozionale e di un rafforzamento del brand Umbria.

L’intervista Sul Sole 24 Ore di domenica poi la presidente Catiuscia Marini ha rilanciato la proposta di riconoscere il cosiddetto danno indiretto per aiutare il sistema economico e ha parlato di vero e proprio «rischio desertificazione»: «Serve – ha detto – un contributo legato al danno indiretto causato dal sisma alle attività produttive, dentro e soprattutto fuori dal ‘cratere’. In Umbria il contributo è assolutamente vitale per il settore turistico-ricettivo. Non è una novità assoluta, perché questo aiuto è stato dato anche nel 1997». Quanto alla ipotesi di una «no tax area», proposta soprattutto da alcuni soggetti di categoria, Marini argomenta che se già l’eventuale indennizzo al danno indiretto potrebbe configgere con le regole europee «con la ‘no tax area’ l’impatto sarebbe ancora più ‘robusto’. E poi si concede un beneficio sia a chi ne ha bisogno sia a chi continua a fatturare». La presidente ha poi assicurato che l’ufficio speciale per la ricostruzione sarà operativo tra 15 giorni, anche se «per i danni lievi – ha detto Marini al Sole – possiamo dare l’ok che serve, ma richieste ce ne sono state poche».

Twitter @DanieleBovi