Una veduta de Perugia (©Fabrizio Troccoli)

In soli due anni, gli alloggi umbri in vendita sul solo portale Airbnb sono aumentati dell’80,5% contro il +78,35 della media nazionale e sono, oggi, più del doppio rispetto alle attività alberghiere ed extralberghiere registrate dalla Regione Umbria. In dettaglio, 8.345 contro 4.091. La denuncia viene dalla Federalberghi Confcommercio, nel corso dell’assemblea che si è svolta a Perugia nel pomeriggio di martedì.

TURISMO: CONFERMATI DATI POSITIVI

Il macigno del sommerso Il sommerso turistico, per l’associazione, pesa «come un macigno sulle attività umbre che operano nella legalità». «Dall’analisi delle inserzioni presenti sul principale portale – afferma Federalberghi Confcommercio – emergono quattro grandi bugie che smascherano la favoletta del gestore che accoglie l’ospite in casa propria. Non è vero che si tratta di forme integrative del reddito. Sono attività economiche a tutti gli effetti. Più della metà degli annunci (il 62,22%) sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi, con casi limite di soggetti che gestiscono più di 4.000 alloggi. Non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare. Più di tre quarti degli annunci (il 76,88%) si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno. Non è vero che si tratta di attività occasionali. Quasi due terzi degli annunci (il 64,58%) si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi l’anno. Non è vero che le nuove formule tendono a svilupparsi dove c’è carenza di offerta. Gli alloggi sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali».

Doppio inganno Per Federalberghi «il consumatore è ingannato due volte: viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività e del mercato. Si pone inoltre con tutta evidenza un problema di evasione fiscale e di concorrenza sleale che danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza».

Ecco i dati relativi ad alcuni Comuni umbri.
Assisi: 409 attività alberghiere ed extralberghiere censite dalla Regione Umbria nel 2017 – 1136 strutture rilevate dall’indagine Federalberghi sui principali portali di prenotazione (agosto 2018) – 835 alloggi registrati solo sul portale Airbnb.

8 Comuni del Trasimeno: 518 attività alberghiere ed extralberghiere censite dalla Regione Umbria nel 2017 – 1754 strutture rilevate dall’indagine Federalberghi sui principali portali di prenotazione (agosto 2018) – 1330 alloggi registrati solo sul portale Airbnb.

Perugia: 400 attività alberghiere ed extralberghiere censite dalla Regione Umbria nel 2017 – 1924 strutture rilevate dall’indagine Federalberghi sui principali portali di prenotazione (agosto 2018) – 1272 alloggi registrati solo sul portale Airbnb.

Spoleto: 160 attività alberghiere ed extralberghiere censite dalla Regione Umbria nel 2017 – 723 strutture rilevate dall’indagine Federalberghi sui principali portali di prenotazione (agosto 2018) – 518 alloggi registrati solo sul portale Airbnb.

Orvieto: 208 attività alberghiere ed extralberghiere censite dalla Regione Umbria nel 2017 – 634 strutture rilevate dall’indagine Federalberghi sui principali portali di prenotazione (agosto 2018) – 481 alloggi registrati solo sul portale Airbnb.

Todi: 115 attività alberghiere ed extralberghiere censite dalla Regione Umbria nel 2017 – 667 strutture rilevate dall’indagine Federalberghi sui principali portali di prenotazione (agosto 2018) – 531 alloggi registrati solo sul portale Airbnb.

Gubbio: 198 attività alberghiere ed extralberghiere censite dalla Regione Umbria nel 2017 – 489 strutture rilevate dall’indagine Federalberghi sui principali portali di prenotazione (agosto 2018) – 346 alloggi registrati solo sul portale Airbnb.

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