di M.R.

Tre mesi di tempo in più, rispetto alla prima deadline di giugno, per completare la procedura di salvataggio della storica realtà produttiva del Polo chimico di Terni. Per risollevare le sorti della Moplefan – è emerso al tavolo di confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy di martedì – c’è un soggetto pronto a investire 10 milioni di euro per la necessaria ricapitalizzazione della società, ora che il piano di negoziazione del debito è in fase avanzata. Stando alle indiscrezioni, al tavolo del Mimit sarebbe stato oggetto di discussione anche il coinvolgimento di Invitalia. Da questo punto di vista, proseguirebbero le interlocuzioni per la registrazione del marchio storico. C’è speranza, dunque, per la ripresa produttiva a pieno regime dello stabilimento.

«La proprietà – riferisce a margine del confronto l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni, Gabriele Ghione – ha confermato di aver ottenuto l’interesse di un investitore finanziario a partecipare al risanamento aziendale. Al momento, è stato comunicato, è in corso una due diligence, che si concluderà entro circa un mese, all’esito della quale potranno essere firmati i contratti per il risanamento dell’azienda. Sono state fornite ampie rassicurazioni sulla capacità dell’azienda di fronteggiare gli impegni economici fino ad allora. Per quanto riguarda il personale, si è preso atto che sono stati soddisfatti tutti i lavoratori dimessi e quelli che non sono rientrati nel perimetro della cassa integrazione. L’azienda assicura la massima attenzione alla protezione del personale. Il Comune monitora con attenzione i progressi nella gestione della crisi».

Intanto in settimana i lavoratori si riuniranno in assemblea per fare il punto, poi tra circa un mese si torna al Ministero. «L’esperto della procedura di Cnc (composizione negoziata della crisi) – riferiscono i sindacati a margine del tavolo – ha già provveduto a depositare la manifestazione d’interesse presso il Tribunale competente, confermando che l’operazione si sta svolgendo nel pieno rispetto dei tempi e dei modi previsti dalla procedura di composizione negoziata della crisi. L’azienda ha inoltre comunicato di essere al lavoro per la registrazione del marchio storico, passaggio considerato fondamentale per poter attivare le misure di salvaguardia pubbliche e rafforzare il valore del polo produttivo. Le Segreterie Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil accolgono con favore l’esistenza di un interesse concreto. Attendiamo che questi impegni si concretizzino e che l’azienda sviluppi dei piani, industriale e commerciale, solidi. Monitoreremo ogni passaggio e solleciteremo costantemente le parti affinché si arrivi alla ripartenza il prima possibile perché le tempistiche per il rilancio sono contingentate e, per questo, non si deve lasciare nulla al caso. La nostra priorità resta la piena tutela occupazionale e il rilancio produttivo».

«L’auspicio, che è anche l’obiettivo comune – ha commentato l’assessore Regionale Francesco De Rebotti – è quello di poter entrare nel merito dei tempi di ingresso del nuovo investitore e della conseguente ripartenza delle attività produttive. Quest’ultimo aspetto è decisivo per non disperdere il lavoro portato avanti finora da istituzioni e sindacati nella ricerca di una soluzione alla crisi aziendale e, soprattutto – conclude – per dare risposte concrete alle difficoltà e alle incertezze che, in questi mesi, hanno gravato in primo luogo sui lavoratori».

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