C’è troppo ricorso al contante in Umbria, ma siamo fuori dal ‘recinto’ dell regioni maggiormente esposte alle infiltrazioni criminali. Quelle cioè che si misurano innanzitutto con il riciclaggio, con operazioni opache finanziarie, bancarie e all’interno dei consigli di amministrazione delle società. E’ quanto emerge dagli ultimi dati sul rapporto annuale dell’Uic, l’organismo di Banca d’Italia che monitora le operazioni finanziarie sospette.
Dati Per l’Umbria il Rapporto UIF 2022 di Bankitalia evidenzia 1.283 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, in crescita (+71, +5,5%) rispetto al 2021, meno del +11,4% del dato nazionale). E le 1.283 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette in Umbria rappresentano lo 0,9% del totale nazionale, quindi meno del peso del Pil della regione (1,4% circa) e meno anche del peso della popolazione umbra sul totale italiano (1,4% circa).
La regione, quindi, sul fronte delle operazioni finanziarie sospette (che sono tra le principali spie dell’infiltrazione criminale nell’economia), pur non essendo più da tempo un’isola felice non presenta situazioni di particolare rilevanza.
Contante In sostanza l’Umbria presenta un quadro di meno comunicazioni di operazioni sospette ma di importo più elevato, almeno in rapporto al Pil. Presenta anche un eccessivo ricorso al contante e conseguenti anomalie. Se nel ricorso al contante l’Umbria è posizionata nella fascia medio-alta di rischio, nelle anomalie dell’uso del contante la regione si posiziona per una parte (calibrata grosso modo sul Perugino) nella fascia medio-alta e per un’altra (che comprende parte della Ternano) nella fascia alta di rischio.
In Italia La distribuzione territoriale delle segnalazioni non registra elementi di sostanziale novità, confermando il primato della Lombardia per valore assoluto, con un’incidenza del 17,8% sul totale, seguita dal Lazio (12,4%) e dalla Campania (11,8%). In rapporto alla popolazione residente, invece, il maggior contributo in termini di collaborazione attiva proviene, nell’ordine, da Lazio, Campania e Lombardia. In generale, si registrano incrementi per le SOS riferite a operazioni effettuate in tutte le regioni ad eccezione dell’Emilia-Romagna (-1,0%) e della Sicilia (-3,7%). Fra le principali regioni per numero di SOS ricevute, quelle che hanno registrato i maggiori incrementi sono la Campania (+16,4%), il Lazio (+11,7%) e il Veneto (+11,5%). Per quanto su livelli più modesti, si rilevano aumenti degni di nota anche in Valle d’Aosta (+33,5%), Sardegna (+19,1%) e Abruzzo (+17,3%). Milano, Prato, Roma e Napoli si confermano le principali province di localizzazione delle SOS in rapporto alla popolazione, con flussi segnaletici compresi tra 378 e 469 unità per 100mila abitanti, mentre alla provincia del Sud Sardegna sono riferite meno di 100 segnalazioni.
Mencaroni «Non esiste – dice il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni – per nessun Paese, per nessuna regione, per nessun territorio, una reale crescita socio-economica quando il sistema è condizionato da infiltrazioni criminali e, comunque, anche quando c’è un sistema dove l’illegalità è diffusa allargando le sue metastasi che distruggono la concorrenza, la competitività, le imprese sane e la coesione sociale. Mi piace, da questo punto di vista, sottolineare come l’Uif, grazie ai dati di Infocamere, ha messo a punto un indicatore di opacità delle imprese italiane che rafforzerà certamente la battaglia per la legalità economica e sociale».
