di Mar. Ros.
Al via l’ennesima, presumibilmente stavolta davvero l’ultima, call col ministero del Lavoro per conoscere il futuro della Treofan di Terni e dei suoi 142 lavoratori, riuniti nella fabbrica che loro stessi hanno occupato, per assistere all’epilogo di una vicenda e di una trattativa estenuanti. Giovedì 25 febbraio, dopo mesi e mesi di appelli, interlocuzioni, confronti, passi in avanti sfumati e da ultimo la mancata firma sull’ipotesi di accordo redatta in sede ministeriale, i sindacati riveleranno gli sviluppi del braccio di ferro con la proprietà Jindal e il liquidatore di Treofan, proseguito ancora per alcuni giorni, lontano, si dice, anche dalle segreterie territoriali.
UGL E CGIL HANNO DETTO NO ALL’IPOTESI DI ACCORDO DELLO SCORSO VENERDÌ
Treofan Terni Gli ultimi tavoli di confronto con chi intende chiudere, smantellare e licenziare, cioè, sarebbero stati coordinati dalle sole segreterie nazionali di categoria: Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltucs Uil e Ugl chimici; ma oggi la riunione in videoconferenza con gli uffici del dicastero recentemente assegnato al dem Andrea Orlando, è aperta ad un’assemblea più ampia: è il giorno della verità sulla Cassa integrazione, i macchinari, le ipotesi di reindustrializzazione, la verità sul domani di una storica fabbrica per la produzione di film di polipropilene e su quello di ben 142 lavoratori, solo considerando i dipendenti diretti.
Seguiranno aggiornamenti
