di Mar. Ros.
Si spacca il fronte sindacale dopo l’ennesima interlocuzione con la proprietà Jindal, davanti al ministero del Lavoro. Sul tavolo del confronto una bozza di accordo che non tutte le sigle sono disposte a sottoscrivere. In particolare due sulle quattro rappresentate chiedono di più: da lunedì al via un’altra settimana di interlocuzioni per poi ritrovarsi in call nella giornata di giovedì 25 febbraio.
Sindacati La bozza di accordo elaborata nel corso dei due tempi del confronto di venerdì prevede sostanzialmente la definizione della procedura di licenziamento collettivo, chiesta dalla società il 24 novembre scorso. “Il licenziamento – si legge – verrà intimato entro il 24 novembre prossimo, esclusivamente sulla base del principio di non opposizione sulla scorta di una conciliazione che prevede il riconoscimento ai dipendenti Treofan di sette mensilità”. Nella stessa ipotesi di patto tra proprietà e maestranze, l’impegno dei Jindal ai fini della reindustrializzazione del sito “avvalendosi – c’è scritto – di un advisor per l’individuazione di un potenziale acquirente del sito disposto alla rioccupazione del maggior numero possibile di lavoratori”; e poi la Cigs per cessata attività (12 mesi). I rappresentanti del gruppo indiani hanno inoltre chiesto di poter inserire una nota a margine sulle sigle maggiormente rappresentative. Questo, pare, proprio in virtù del fatto che due organizzazioni non sono intenzionate a firmare, per via, si apprende, della totale assenza di impegni sul mantenimento dei macchinari, nonché sulla manleva di responsabilità che la firma concederebbe a Jindal, in cambio di sette stipendi.
Treofan Terni Il livello di tensione raggiunto venerdì non conosce probabilmente precedenti nella storia della Treofan, dalla fabbrica qualcuno azzarda il commento di ‘giornata drammatica’. I prossimi giorni saranno decisivi per trovare finalmente un accordo con la società. Il liquidatore e un rappresentante Jindal siederanno nuovamente al tavolo delle trattative, quindi di fatto i giochi sono aperti e non resta in ballo solo l’ipotesi di accordo propinata dal gruppo venerdì. C’è tempo anche per ritovare unità tra sigle sindacali: non è escluso che le trattative siano riservate alle segreterie nazionali.
