di Mar.Ros.
Non c’è rassegnazione e neppure vogliono sia la rabbia a prendere il sopravvento in questo momento. Il sentimento più diffuso tra i cassaintegrati di Treofan è l’incertezza, forse mista a un certo livello di confusione, nonché ‘smarrimento istituzionale’, che rischia la deriva verso la sfiducia se dall’incontro di martedì 18 gennaio non emergeranno elementi utili a chiarire il futuro della fabbrica e quindi degli oltre 130 lavoratori coinvolti. Alcuni di loro, alla vigilia si sono ritrovati davanti ai cancelli del Polo chimico di Terni in piazzale Donegani per un ennesimo confronto, per la condivisione di pensieri, idee e stati d’animo.
Treofan Terni Al gazebo del presidio e attorno allo striscione delle Rappresentanze sindacali unitarie, sventolano bandiere sbiadite, vessilli delle organizzazioni sindacali di categoria esposti alle intemperie di oltre un anno; tanto è durata la vertenza per salvare un presidio industriale, le sue professionalità, la sua storia e la sostenibilità del polo chimico nel suo complesso. Vertenza di fatto ancora aperta, ma giunta ad una fase difficile da descrivere, perché quello che un giorno sembra essere l’avvio alla conclusione, quello successivo semplicemente l’inizio, se non fosse che il prossimo 26 febbraio scade la cassa integrazione; in assenza di un progetto di reindustrializzazione concreto, è esclusa pure una proroga dell’ammortizzatore sociale. Il percorso sin qui, a parte le dimissioni del primo liquidatore nominato, è stato piuttosto lineare: non solo è stato individuato un advisor, ma l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria, Michele Fioroni, ha anche indicato un preciso percorso, risorse finanziarie annesse, denominato Sustainable valley. Chi sia l’eventuale soggetto attuatore per la parte riguardante il sito Treofan non è però al momento chiaro e resta da definire fino in fondo anche il ruolo di Novamont, che si è esposta ma non troppo.
Mise Negli ultimi mesi si è parlato poi, oltre Novamont, di altri operatori industriali interessati all’azienda che produceva film di polipropilene, ma i passi in avanti previsti a ridosso del Natale non si sono verificati e allora ecco che il summit convocato dal ministero dello Sviluppo economico assume un’importanza strategica, soprattutto perché lascia intendere, questa la speranza, che ci siano delle novità. Questa la speranza dei lavoratori che radunandosi alla vigilia, hanno voluto lanciare un messaggio di fiducia ai sindacati, ma soprattutto alle istituzioni locali; un gesto che sta a ricordare anche come i soggetti coinvolti siano investiti di una certa responsabilità e quindi è stato di fatto lanciato loro un appello: «Che il tavolo al Mise sia decisivo, aspettiamo da un anno». Rispetto al ministero stesso, a parte i Governi che si sono alternati, non sfugge che lo stesso abbia dato impulso all’indagine sulla Cassa Covid concessa a Treofan nel 2020 ma anche che siano cambiate le figure di riferimento addette alla gestione delle vertenze. Sugli sviluppi dell’indagine ancora nessuna novità; quali siano i nuovi tempi per sottoscrivere eventuale conciliazione con l’azienda nessuno pare saperlo; quali conseguenze avrà sulla vicenda Treofan l’ingresso della task force di Giorgetti è da scoprire, come pure le intenzioni di chi ha visitato la fabbrica di recente. Tra i potenziali interessati si vocifera anche di una società attiva nel settore della logistica. Per saperne di più insomma non resta che aspettare. Un’assemblea dei lavoratori è convocata a più di 24 ore di distanza dall’inizio del summit istituzionale in videoconferenza. Call al via alle 15 di martedì; per i lavoratori all’ingresso della fabbrica appuntamento coi sindacati dopo le 18 di mercoledì.
