di Chiara Fabrizi

In Umbria un residente ogni quattro può raggiungere con una passeggiata di 15 minuti servizi di prossimità, dalla scuola ai servizi sanitari fino all’ufficio postale, dal parco alle attività commerciali e artigianali. Lo rileva il Centro studi delle Camere di Commercio “Guglielmo Tagliacarne” che colloca la coperta dei servizi presente in regione in fondo alla classifica, precisamente al terzultimo posto: secondo l’analisi, infatti, a poter evitare di mette in moto l’automobile per soddisfare bisogni quotidiani è il 24,7 dei residenti in Umbria a fronte di un’opzione che per gli italiani è praticabile in media per il 35,7 per cento della popolazione e limitatamente al Centro Italia per il 35,8 per cento degli abitanti. Tant’è che peggio dell’Umbria fanno solo altre due piccole regioni il Molise (24,5) e la Valle D’Aosta (23,8), mentre sul podio per una volta ci sono due regioni del Sud: Puglia (47,3), Campania (42,5) e Lazio (41,2).

In questo quadro, è il direttore generale del Centro studi “Tagliacarne”, Gaetano Fausto Esposito, a sottolineare l’elemento più singolare che emerge dall’analisi: «La mappa della diffusione dei servizi privati rispetto alla popolazione nelle macro ripartizioni territoriali fa emergere una geografia inedita rispetto alla diffusione territoriale delle imprese», perché «il rapporto imprese/popolazione è più basso al Sud rispetto al Centro-Nord, ma se guardiamo alla copertura territoriale (e quindi alla prossimità) il discorso si inverte: via via che ci spostiamo dal Sud verso Nord si rileva una copertura decrescente dei servizi rispetto alla popolazione, che passano dal 39 per cento del Mezzogiorno al 28 per cento del Nord-Est».

L’analisi è incardinata su sei categorie di servizi di prossimità garantiti con 15 minuti di passeggiata ai residenti di ogni regione. In Umbria, ma è così praticamente ovunque, la performance peggiore arriva per l’offerta “Enjoying” (tempo libero, socialità, cultura e sport) e “Learning” (istruzione e formazione non obbligatoria), con la quota degli umbri in grado di avere un’offerta a fronte di una breve camminata si riduce al 18,6 per cento per il tempo libero e al 13,1 per cento per scuola e similari. Anche in questo caso lo standard dell’Umbria è decisamente distante da quello nazionale che per l’Enjoying segna 27,7 e per il Learning 21,7.

Decisamente limitata appare anche l’offerta di servizi “Caring” (servizi sanitari, di cura e assistenza della persona e dell’infanzia) che in Umbria sono raggiungibili a piedi in un quarto d’ora dal 29,8 per cento dei residenti, mentre in Italia sia sfiora in media il 42 per cento. Dai servizi classificati come “Living” (quelli di quartiere e alla persona come i
parrucchieri, le sartorie, gli uffici postali) arriva la copertura migliore dell’Umbria, che assicura la prossimità al 33,8 per cento della popolazione, ma il gap con la media nazionale è comunque consistente: nel paese, infatti, l’opzione di prossimità è in questo caso garantita al 45,3 per cento degli italiani. Tra le sei categorie c’è anche “Mobility” (legata ai mezzi di trasporto personali dal meccanico al gommista) che nella regione è raggiungibile a piedi dal 27,7 per cento degli umbri, mentre in Italia si sfiora il 44 per cento. Infine, il Centro studi Tagliacarne ha misurato anche l’offerta di prossimità di “Supplying” (commercio alimentare e non) che in Umbria è assicurata al 23,9 per cento degli abitanti, che salgono al 33,8 per cento a livello nazionale.

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