di M.R.
Anno nuovo, vecchie crisi d’impresa ma nuovi interlocutori al ministero dello Sviluppo economico. Stavolta la convocazione del tavolo di confronto per Treofan Terni non arriva dalla viceministra Alessandra Todde ma dai nuovi uomini di fiducia del numero uno del Mise Giancarlo Giorgetti e in particolare dal coordinatore della task force di dieci esperti, nominati recentemente a seguito di una procedura di selezione comparativa, Luca Annibaletti. Tra due giorni andrà così in archivio il secondo Natale di incertezze per gli oltre 130 lavoratori del sito industriale del Polo chimico ternano.
Treofan Terni Stavolta sul tavolo del ministero potrebbe esserci qualche dettaglio in più sulle due ipotesi che si dice siano in campo per la reindustrializzazione della fabbrica che produceva film di polipropilene e che Jindal, dall’acquisizione, ha progressivamente svuotato di ordini, a vantaggio di altri siti di proprietà, fino alla messa in liquidazione; con annessa indagine della procura per truffa ai danni dello Stato, in particolare per percezione indebita di cassa integrazione Covid. Novamont e ‘altri’, un gruppo di soggetti non meglio identificati, dove a trainare sarebbe una società italiana del settore, interessata a progetti green che non sarebbero comunque in conflitto con quelli dell’azienda a guida Catia Bastioli. Da parte di sindacati e lavoratori sono attese insomma da Regione Umbria, Confindustria e Ministero, notizie più approfondite su tipologia di produzione, investimenti, tempi e soprattutto livelli occupazionali. L’ammortizzatore sociale del quale attualemnte usufruiscono le maestranze, scade a febbraio; il termine dunque è vicinissimo e in assenza di un progetto concreto, sfuma anche la speranza di una proroga, che comunque resterebbe un ‘contentino’ per chi, da Treofan, è fuori da un anno.
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