Fioroni, Oliviero, Sciurpa e Cruciani

«Promuovere azioni di messa a sistema di un modello virtuoso di trasferimento tecnologico a beneficio delle imprese del territorio». È questo il tema al centro dell’accordo firmato martedì da Sviluppumbria e dall’Università di Perugia.

La firma Il protocollo, sottoscritto dal rettore Maurizio Oliviero, dall’amministratrice unica di Sviluppumbria Michela Sciurpa, dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Fioroni e dal professor Gabriele Cruciani, delegato del rettore per la Terza missione, prevede anche «iniziative volte al potenziamento e alla creazione di hub tecnologici, poli di innovazione e di laboratori pubblico-privato, rafforzando le collaborazioni già esistenti e avviandone di nuove, così da realizzare progetti di ricerca e sviluppo a livello nazionale e internazionale per offrire soluzioni innovative alle necessità dei sistemi economici e sociali».

I punti Nel corso della conferenza stampa Oliviero ha spiegato che sono sedici i progetti di ricerca su cui attivare iniziative di trasferimento tecnologico, con il coinvolgimento di 22 aziende già individuate da Sviluppumbria. Nel documento di parla di valorizzazione delle competenze e del know how della ricerca condotta dall’Università attraverso un programma annuale di cooperazione, di uno volto a far emergere quelli che sono i fabbisogni tecnologici delle aziende, di sostegno al trasferimento tecnologico, innovazione e diffusione di competenze e di ricerca sostenibile.

Fermare l’emorragia Oltre a sottolineare come l’accordo si inserisca in un quadro di «naturale e necessaria collaborazione con le istituzioni regionali», Oliviero ha parlato anche di migliori opportunità per chi studia a Perugia: «La firma di oggi – ha detto – intende anche creare le condizioni affinché ai nostri laureati possano finalmente avere le opportunità di cui hanno bisogno per scegliere di fermarsi a vivere e lavorare nella nostra regione, fermando così la grave emorragia di intelligenze e risorse altamente competitive che sono preziose per la vita e il benessere del nostro territorio».

Sciurpa e Fioroni «Sviluppumbria – ha detto poi Sciurpa – rafforza il proprio ruolo di facilitatore di relazioni per raccordare le competenze tecnologiche espresse dall’Università con le esigenze delle imprese e degli altri attori pubblici e privati locali – incubatori di impresa, acceleratori, mondo delle start up, laboratori pubblico-privati – perseguendo al contempo l’obiettivo di rilanciare la competitività del sistema produttivo locale e di offrire sul territorio occasioni di lavoro qualificate per i giovani ricercatori». «Meccanismi di trasferimento tecnologico efficaci – ha aggiunto Fioroni – in grado di valorizzare il frutto della ricerca e a stimolare nuova imprenditorialità, passano necessariamente per una maggiore sinergia e collaborazione tra i vari attori dell’ecosistema dell’innovazione».

Un volano per l’Umbria Cruciani ha invece ricordato alcuni dei principali punti di debolezza del sistema economico umbro, molto al di sotto della media per quanto riguarda marchi e domande di brevetto presentate allo European patent office dalle imprese mentre la media è più elevata di quella nazionale, per quanto riguarda la capacità innovativa, «grazie al ruolo portante dell’Università nel campo delle pubblicazioni scientifiche». Quanto alle start-up, solo il 20% sopravvive dopo i tre anni a causa di bassa redditività e debole struttura finanziaria. Per questo l’accordo «potrà essere un volano per le nostre imprese – ha assicurato il docente – e per tutta l’economia umbra».

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