«Per oltre trenta giorni, i resti di fiori secchi, plastiche e rifiuti organici sono stati lasciati a decomporsi a pochi centimetri dalle lapidi, emanando un odore nauseabondo che offende chiunque si rechi a pregare o a portare un saluto». Questo un passaggio della lettera aperta indirizzata al sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, e alla cittadinanza firmata da un cittadino, Marcello Giovannetti, che torna a “tuonare” sul cimitero. 

Le foto che allega il cittadino alla missiva, riferisce, sono state scattate il 4 aprile, l’8 aprile, il 19 aprile, il 26 aprile e il 3 maggio. «Un cumulo di immondizia che cresce
e marcisce indisturbato proprio davanti alle tombe dei nostri cari», tuona. «Trasformare un luogo sacro in una discarica maleodorante è questo che lei intende per “supporto all’utenza”? È questo il valore che si attribuisce alla memoria dei nostri cari? Lasciare tutti questi rifiuti davanti a una tomba è un gesto di un’inciviltà inaudita. Permettere che quegli stessi rifiuti restino lì a marcire per un mese, ignorando le lamentele dei cittadini, è crudele disprezzo. Chi è pagato con i soldi dei ternani per pulire e non lo fa, sta sputando sulla nostra storia e sul nostro dolore», riprende Giovannetti che poi chiosa: «Non mi aspetto risposte, mi aspetto che quel mucchio di vergogna sparisca a breve e che chi ha permesso questo scempio ne subisca le conseguenze».

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