di Ivano Porfiri
A parole tutti vogliono mantenere gli impegni sottoscritti nella primavera scorsa. L’azienda lo ha anche messo per iscritto. Nei fatti, invece, la vertenza Trafomec non si sblocca. Resta lì come un macigno il no dell’azienda al pagamento immediato di quanto dovuto agli ex dipendenti che hanno volontariamente lasciato il posto in virtù dell’accordo sul mantenimento del sito di Tavernelle. E così il sindacato annuncia nuove iniziative di lotta.
Lungo incontro L’attesa c’era. I lavoratori e gli ex dipendenti si sono radunati, con già alle spalle uno sciopero di 8 ore e altre iniziative di lotta, fuori dalla sede del Broletto. Dalle 15 anno atteso pazienti un segnale per oltre 4 ore. All’interno l’incontro convocato dalla Regione. A presiederlo l’assessore Vincenzo Riommi affiancato dai tecnici. Per l’azienda il trio dei responsabili Tombetti, Baldo e Petullà. Per i lavoratori i segretari territoriali di Fiom, Fim e Ugl, più il segretario della Cgil di Perugia, Vincenzo Sgalla, e una delegazione della Rsu.
Il nodo vero La partita è sembrata subito abbastanza intricata. I sindacati, rispetto all’accordo di aprile, chiedono 2 cose: il pagamento degli emolumenti promessi ai 59 ex lavoratori e il rispetto del raggiungimento dei 120 dipendenti come pianta organica (ad oggi siamo poco sopra i 100). Ma del secondo punto, alla luce dei fatti, neppure si è parlato. Sul tavolo è stato subito messo quello che è il vero nodo e che riguarda i rapporti tra l’attuale azienda: Trafomec Europe e Trafo Italia (la società fallita). Rapporti complessi: Trafo Italia, ad esempio, è la proprietaria dei capannoni di Tavernelle dove opera Trafomec Europe a partire dall’accordo sancito in primavera ma operativo dal 30 giugno scorso. In quell’accordo sottoscritto con sindacati e Regione, Trafomec Europe, tra le altre cose, si “accollava” le buonuscite dei 59 ex dipendenti della Trafo (come “garante” qualora, come prevedibile, non fosse stata quella azienda a pagarle) scontando i circa 500 mila euro dai canoni di affitto. Con il recente fallimento tutto si è complicato: il giudice di Milano non autorizza Trafomec Europe a pagare perché, per legge, gli incentivi (a differenza, ad esempio, di stipendi o del tfr) non sono considerati crediti privilegiati. Quindi, siccome l’affitto dei capannoni è tra le entrate con cui devono essere pagati i creditori, in teoria, girandole agli ex dipendenti, si sottraggono ad altri creditori privilegiati. Una vicenda, quindi, tutta burocratica su cui i vertici di Trafomec Europe si sono impegnati per iscritto a cercare una via di uscita, ribadendo la disponibilità a versare quei soldi, qualora autorizzati. Ma chiedono tempo, data la delicatezza della questione di interfacciarsi con il tribunale fallimentare.
Riommi: «Quadro complicato» «In questo quadro, la Regione conserva il suo ruolo di garante con l’accordo e cerca di agevolare le parti non nascondendo il timore che questo blocco possa mandare in tilt tutto l’accordo e rimettere in discussione addirittura il sito di Tavernelle. «E’ una vicenda complicata – spiega Riommi a Umbria24 – perché chiama in causa anche la vicenda del fallimento della Trafo Italia. Come elemento positivo abbiamo registrato la volontà delle parti di raggiungere un accordo e, soprattutto, quella dell’azienda di continuare a investire su Tavernelle. E’ chiaro che la soluzione va cercata mettendo insieme i pezzi di un puzzle che non sta solo qui. Noi, da parte nostra, continueremo a fare la nostra parte perché tutto si risolva in tempi rapidi».
Sindacati: «Pronti a crescere intensità proteste» I sindacati hanno preso atto della buona volontà dell’azienda, ma non basta più. «A questo punto – spiega a Umbria24 Cristiano Alunni, segretario Fiom Cgil Perugia – per noi è basilare capire se ci sia la volontà di continuare a fare i trasformatori a Tavernelle oppure no. A parola tutti hanno detto di sì, ma devono essere i fatti ora a dimostrarlo. Per questo la mobilitazione proseguirà e proclameremo un nuovo sciopero con manifestazione sotto la prefettura di Perugia per martedì 29 gennaio, con l’obiettivo di chiedere un intervento anche del governo centrale vista l’assoluta gravità della situazione». Quel giorno, preceduto da assemblee, sono pronti a far scattare una nuova serie di proteste, sempre più eclatanti. «I lavoratori non sono più disponibili ad ulteriori rinvii – conclude Alunni – esigono risposte certe e tempestive e per questo la mobilitazione continuerà e crescerà di intensità».
