La situazione è delicata e complessa. Fuori ci sono gli ex dipendenti che manifestano per avere quanto era stato loro promesso al momento dell’uscita volontaria. Dentro ci sono i lavoratori rimasti, cui l’azienda ha fatto sapere che, se quelli fuori non avessero rimosso il blocco merci, la fabbrica rischiava di chiudere e i loro posti sarebbero andati perduti. Un atteggiamento «ricattatorio», per i sindacati, che giovedì – poco dopo la sospensione del blocco merci a seguito dell’impegno preso in prefettura – hanno svolto una assemblea dentro la Trafomec Europe.

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Stipendi pagati Esempio lampante di questo atteggiamento, secondo i sindacati, è stata la comunicazione ufficiale, arrivata appena 40 minuti dopo lo sblocco delle merci, dell’immediata attivazione dell’azienda per l’erogazione degli stipendi. «Una mossa evidentemente pensata – affermano i sindacati – per scaricare nuovamente le responsabilità della situazione sugli ex dipendenti e sulle azioni da questi promosse insieme al sindacato».

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Obiettivo comune Fiom Cgil, Fim Cisl e Ugl Metalmeccanici tornano a sottolineare, invece, l’unitarietà della vertenza in atto. «Intendiamo ribadire – dicono – che l’obiettivo fondamentale per il sindacato, uno e irrinunciabile, è mantenere a Tavernelle uno stabilimento industriale nel quale lavorino 120 dipendenti, come previsto dall’accordo sottoscritto da tutte le parti. Questo punto non è negoziabile, né soggetto ad alcuna mediazione. Ci siamo confrontati per quasi tre ore in assemblea con gli attuali dipendenti Trafomec – spiegano i sindacati – che hanno sollevato osservazioni, critiche e dubbi, ma mai senza far mancare solidarietà ai loro ex colleghi che si stanno battendo per la difesa dei propri diritti».

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La ragione e il torto «La discussione che si è svolta – proseguono Fiom, Fim e Ugl – sempre costruttiva e mai polemica, ha evidenziato come per il sindacato non esista un interesse A e un interesse B. Esiste solamente una controparte, l’azienda, che ha tentato in ogni modo, anche nella giornata di ieri, di rimarcare e strumentalizzare la diversa situazione in essere tra dipendenti ed ex dipendenti. In questa vicenda c’è una parte che sta nella ragione e una nel torto, la prima è rappresentata dai lavoratori, quelli dentro e quelli fuori, la seconda dall’azienda, che, non negli ultimi 17 giorni, ma da 7 mesi a questa parte, si è resa responsabile della degenerazione della situazione». Il sindacato conclude ringraziando i lavoratori della Trafomec «che, pur criticamente, continuano a confrontarsi con il sindacato, uniti nell’obiettivo della salvaguardia, del rafforzamento e della crescita dello stabilimento industriale più importante della Valnestore, per il cui futuro proseguiremo fianco a fianco la nostra lotta».

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