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La delegazione Trafomec ricevuta in prefettura

di Iv. Por.

Hanno aspettato sotto la prefettura. Sono mesi, ormai, che gli ex dipendenti della Trafomec sono in attesa che le loro legittime spettanze vengano riconosciute, così come da accordi sottoscritti. Invece, ancora una volta, l’attesa vale un impegno, atti di solidarietà, ma per il momento nessuno sblocco di una situazione divenuta paradossale.

VIDEO: L’INCONTRO IN PREFETTURA

Situazione drammatica «Per molti di noi la situazione è drammatica – hanno spiegato, mentre una delegazione sindacale veniva ricevuta in prefettura -. Stiamo aspettando quei soldi che ci erano stati promessi come incentivo all’esodo per consentire che la fabbrica restasse aperta. E invece niente. Molti di noi vivono con la sola mobilità di 700 euro e hanno figli da mantenere». Il problema è sempre lo stesso: i 59 ex dipendenti della Trafo Italia, fallita recentemente al tribunale di Milano, devono ricevere gli emolumenti tra cui gli 8 mila euro di incentivo all’esodo. Loro fanno appello alla clausola di salvaguardia apposta da Trafomec Europe, la società che gestisce l’azienda di Tavernelle. La stessa società si dice pronta a pagare, come ha ribadito nell’ultimo incontro all’assessorato allo Sviluppo economico della Regione, ma sarebbe il tribunale di Milano a non consentirlo.

Impegno del prefetto Dopo l’incontro, i sindacati riferiscono che «i rappresentati della prefettura di Perugia hanno annunciato l’impegno a sottoporre alla presidenza del consiglio, al ministero dello Sviluppo economico e, per conoscenza, alla Regione dell’Umbria, un documento nel quale evidenziare la gravità della situazione in essere. Al contempo la prefettura si è impegnata a sollecitare il tribunale di Milano, sede legale dell’azienda, per facilitare il superamento degli ostacoli di carattere legale denunciati dalla proprietà».

Nuove iniziative di lotta Intanto Fiom Cgil, Fim Cisl e Ugl terranno martedì prossimo le assemblee con i lavoratori ai quali verranno proposte ulteriori e più dure iniziative di lotta. «La presenza dei tanti lavoratori al presidio odierno, semmai ce ne fosse stato bisogno, ci dà ulteriore sostegno e spinta a proseguire questa battaglia di giustizia, legalità e diritto – commenta Cristiano Alunni, della Fiom Cgil di Perugia – siamo intenzionati dunque a percorrere tutte le strade possibili, tra le quali anche quella che ci porterà a Milano, con una delegazioni di lavoratori, a confrontarci con il curatore fallimentare di Trafo Italia, sempre nella prospettiva di vedere riconosciuti i contenuti dell’accordo siglato».