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Sciopero regionale dei lavoratori dello spettacolo dal vivo giovedì 5 novembre in Umbria. I dipendenti dei teatri si fermeranno per protestare contro lo stallo della trattativa sul rinnovo del contratto nazionale, ferma dopo due anni di confronto con Federvivo. Alle 18.30 è previsto un presidio in piazza Morlacchi, a Perugia.

La mobilitazione è promossa da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil, che contestano le proposte economiche della controparte. Il contratto è fermo al 2018 e, secondo i sindacati, gli aumenti proposti, pari al 18% in tre anni per i dipendenti dei teatri e al 20% per il personale scritturato, non compensano l’inflazione accumulata, stimata nel 23%.

I sindacati chiedono anche l’unificazione dei contratti, una classificazione unica del personale e una revisione delle voci retributive. Alla protesta si aggiunge il blocco del lavoro straordinario. La mobilitazione nazionale culminerà il 9 novembre con una manifestazione a Roma.

«La rottura della trattativa – spiegano le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil dell’Umbria – rappresenta l’esito inevitabile di un confronto durato due anni, durante i quali la parte datoriale ha respinto sistematicamente tutte le richieste avanzate dai sindacati per ammodernare e dare dignità al settore, a partire da temi centrali quali l’unificazione dei contratti, la definizione di una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive».

«I numeri della proposta presentata da Federvivo – entrano nel dettaglio i sindacati – evidenziano chiaramente la gravità della situazione. Per i dipendenti dei teatri, la cui paga media mensile si attesta attualmente su 1.433,43 euro, la proposta di aumento è pari al 18% distribuito nell’arco di tre anni. Ciò significa che solo nel 2029 lo stipendio medio di questi lavoratori raggiungerebbe 1.691,44 euro, determinando un incremento di 258,01 euro complessivi: di fatto, in assenza di arretrati e a fronte di nove anni di blocco contrattuale, l’aumento reale equivale a circa 28 euro lordi all’anno. Ancora più eclatante è la proposta avanzata per il personale scritturato, categoria che comprende tra le altre le professioni di attore, ballerino, macchinista, professore d’orchestra e capo macchinista. Per questi lavoratori il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di soli 58,69 euro lordi. L’aumento ipotizzato del 20% spalmato in tre anni porterebbe la paga giornaliera nel 2029 a 70,42 euro: un adeguamento di appena 11,73 euro lordi al giorno che, spalmato sui nove anni trascorsi dal precedente rinnovo e senza alcun riconoscimento degli arretrati, corrisponde a un misero incremento di circa 1,30 euro lordi all’anno»

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.