di Marco Torricelli
Si comincia alle 16, minuto più minuto meno. Le tre donne ‘forti’ ci saranno di sicuro – il ministro Federica Guidi, l’amministratore delegato Lucia Morselli, la presidente della Regione Catiuscia Marini – e i maschietti sono avvertiti. Anche quelli che arrivano dalla Germania.
Meno quattro Sul tavolo – intorno al quale, sarà la solita girandola di facce, con il ministro che comincerà, come sempre, incontrando ora uno ora l’altro degli interlocutori – sarà in bella mostra il calendario: al 4 ottobre, infatti, mancano quattro giorni e, siccome quella era la data entro la quale avevano concordato di doversi mettere d’accordo, è chiaro a tutti che il tempo della ‘ammuina’ è finito.
I tedeschi Che la giornata potrebbe essere – se non decisiva – importante, oltre a quella del ministro Guidi lo dimostra la presenza annunciata, al fianco di Lucia Morselli, di una ‘delegazione’ arrivata espressamente dalla Germania e che, con l’ad, ha passato gli ultimi giorni a mettere a punto la strategia con la quale presentarsi all’ennesimo step della trattativa.
Domande e risposte Loro, Morselli e i tedeschi, hanno già detto chiaramente cosa vogliono fare e cosa chiedono per ridiscutere – ma senza promettere stravolgimenti – il piano presentato il 17 luglio e il ministro, che quel piano aveva definito «non condivisibile», dovrà provare a dare un significato a quell’affermazione. Magari con quelle concessioni che ThyssenKrupp si aspetta, ma anche – è l’auspicio delle organizzazioni sindacali locali, oggettivamente messe ai margini della trattativa – con controrichieste di qualità.
Motivi di frizione Tanti, e diversificati, gli scogli sui quali rischia di naufragare una trattativa che governo e azienda, però, vogliono chiudere positivamente: il forno di fusione che ThyssenKrupp vuole spegnere, il contratto integrativo che vuole neutralizzare, il personale che vuole ridurre e, nel complesso, l’organizzazione – qualcuno le definisce la ‘normalizzazione’ – che vuole dare allo stabilimento ternano in vista della sua rivendita. C’è un pomeriggio e, forse, una nottata per parlarne. E magari per decidere che sì, insomma, ci si può accordare per un periodo ‘di decantazione’.
Renzi Il presidente del consiglio Matteo Renzi, si dice, sabato dovrebbe essere ad Assisi – si festeggia San Francesco e c’è la donazione dell’olio per la lampada votiva che arde nella cripta della basilica – e i rumors lo danno di passaggio per Terni. Ma se decidesse di non passare «poco male – fanno sapere alcuni lavoratori dell’Ast – perché saremo noi ad andarlo a trovare lì. Siamo certi che ne sarà contento, visto che tante volte, in questi ultimi tempi, è stato così gentile di parlare di noi». Loro dicono che è «una promessa, solo una promessa». Sarà.
