di Marco Torricelli

Chiedere è lecito, si dice. E rispondere è cortesia. E così l’europarlamentare Alfredo Pallone (Ppe) ha chiesto lumi, al commissario europeo per la concorrenza, sulla situazione che si è venuta a determinare alle acciaierie di Terni dopo il colpo di scena che le ha riportate sotto il controllo dio ThyssenKrupp. E Joaquin Almunia ha risposto. Più o meno.

Almunia Per garantire «il regolare svolgimento della procedura di disinvestimento – dice Almunia – la commissione non può pronunciarsi sui dettagli relativi a tale procedura o al suo calendario previsto. La commissione verifica l’adeguatezza dei potenziali acquirenti utilizzando i seguenti criteri: l’acquirente deve essere indipendente e non essere collegato alle parti, l’acquirente deve possedere i mezzi finanziari, la comprovata competenza pertinente nonché l’incentivo e la capacità di mantenere e sviluppare l’attività ceduta come forza competitiva redditizia ed attiva in concorrenza e l’acquisizione dell’attività ceduta da parte di un acquirente proposto non deve prima facie creare nuovi problemi per la concorrenza».

I dubbi Delle due una, o l’onorevole Pallone ha inviato per sbaglio, venerdì, una risposta che Almunia gli aveva già dato qualche mese fa, o il commissario alla concorrenza non si è ancora reso bene conto di quello che è successo. Visto che nel testo della risposta si fa ancora riferimento agli impegni di Outokumpu – che è ormai acqua passata – e non si parla per niente della situazione che si è venuta a creare con il ritorno sulla scena di ThyssenKrupp.

Il rating tagliato  Chi sembra, invece e purtroppo, aver capito bene che aria tira è l’agenzia internazionale di valutazione del credito e rating Fitch, che ha declassato il rating senior non garantito di ThyssenKrupp e l’Issuer default rating (Idr) a lungo del gruppo tedesco a ‘BB+’ da ‘BBB-‘. Secondo gli analisti di Fitch, l’outlook è negativo, tanto che sono stati tagliati anche il debito Idr a breve e quello dei commercial paper, da ‘B’ a F3′. Lo ha reso noto la stessa agenzia, motivando l’iniziativa con i ricavi inferiori alle attese ottenuti dalla vendita dello stabilimento di Calvert, negli Stati Uniti, mentre il fatto che i tedeschi abbiano ancora in portafoglio lo stabilimento brasiliano, che è in perdita, è giudicato un elemento negativo.

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