di Ivano Porfiri
Aperam esce ufficialmente allo scoperto: l’azienda lussemburghese è seriamente interessata agli stabilimenti ternani della Tk-Ast. Lo ha confermato il Ceo Philippe Darmayan a margine delle giornate internazionali della siderurgia in corso a Parigi.
Due diligence Parlando a Platts Steel Business Briefing Darmayan ha dichiarato: «Procederemo con la due diligence non appena i documenti saranno pronti e allora prenderemo una decisione, ma posso già dire che vedo molte sinergie possibili, sia commerciali che industriali, tra le due compagnie».
Copertura continentale Scendendo nel dettaglio, Darmayan ha precisato come «noi, ad esempio, siamo localizzati al Nord, mentre Terni è nel Sud Europa, cosicché potremmo servire meglio tutti i mercati europei con costi più contenuti, inoltre Terni può contare su ottimi prodotti e strutture industriali che, da quanto vedo, possono ben integrarsi con noi per ridurre i costi»
Il dubbio antitrust Certo, resta da indagare la fattibilità dell’affare: dato lo stop dell’antitrust Ue all’acquisizione di Inoxum da parte dei finlandesi di Outokumpu, che ha portato all’ordine di vendere Terni, molti si chiedono se la stessa antitrust permetterà la fusione con un’altra protagonista del mercato come Aperam, che dietro di sé ha il colosso AncelorMittal.
Da gennaio fuse Intanto, dal primo gennaio Inoxum e Outokumpu – a un anno dall’accordo – cominceranno formalmente a operare come un’unica compagnia. Questo in attesa che, entro maggio, venga venduta Tk-Ast, ad Aperam o ad altri soggetti italiani o internazionali. Il governo ha promesso agli enti locali e ai sindacati un nuovo incontro a breve al ministero in cui fare un po’ più di luce sulle manifestazioni di interesse arrivate finora per Terni.
Potenziali acquirenti Di recente i coreani di Posco hanno negato di essere interessati (voci di mercato parlavano di una collaborazione tra Posco e Marcegaglia). In pole position, pare al momento ci siano Aperam, i cremonesi di Arvedi e il fondo One Equity riconducibile a JP Morgan. Ma è chiaro che, al di là delle voci, in questa fase a Terni c’è bisogno di progetti concreti non solo di acquisizione, ma di rilancio, come sottolineato più volte dai sindacati e dalle istituzioni.

Comments are closed.