«Riteniamo che da giugno si possa affermare che Tk-Ast supererà la produzione di un milione di tonnellate di acciaio annue». Così l’azienda in una nota ufficiale replica alle preoccupazioni espresse una volta di più dalle Rsu che, dal canto loro, hanno richiesto l’urgente convocazione di un tavolo di confronto tra tutte le parti firmatarie dell’accordo del 3 dicembre «perché – scrivono – riteniamo che le linee di azione indicate e gli impegni be evidenziati non sono rispettati».
Rsu: «Verifica accordo Mise» In viale Brin nelle ore in cui si dipana l’inchiesta Do ut des e in molti attendono provvedimenti per gli apicali indagati, resta alta la tensione tra management e Rsu. In particolare, dopo i sopralluoghi in Pix2 e acciaieria con annesse anomalie rilevate, i rappresentanti dei lavoratori sono tornati alla carica: «Non si può parlare di buone relazioni quando nonostante la richiesta reiterata di un tavolo per discutere di riorganizzazione non si è ancora proceduto a una convocazione. Resta preoccupante, la potenziale possibilità che questo assetto possa nei suoi effetti comportare una riduzione produttiva degli impianti, con una relativa perdita economica per l’azienda».
LA VICENDA DI AST IN UN MINUTO
Tk-Ast: «A giugno livelli produzione a regime» Da qui alla richiesta di una verifica dell’accordo il passo è breve, così come il tempo che l’azienda impiega a rispondere alle Rsu: «Ribadiamo – si legge in una nota Tk-Ast – che la salute e la sicurezza dei lavoratori sono priorità imprescindibili per l’azienda, la nuova organizzazione non introduce rischi addizionali per i dipendenti». E poi: «L’attuale organico è assolutamente adeguato per raggiungere l’obiettivo di produzione di un milione di tonnellate di acciaio fuso all’anno, inoltre per aprile sarà raggiunta una quota di produzione tale da garantire il traguardo del milione di tonnellate su base annua e auspica, inoltre, che a giugno si possa superare questa soglia».
