(foto Rosati)

di Massimo Colonna

ThyssenKrupp pubblica il bilancio trimestrale che in Germania inizia da ottobre. Il documento, reso noto tramite il sito ufficiale della multinazionale, segna una perdita complessiva di 23 milioni di euro, ma il sito siderurgico di Terni fa registrare numeri positivi, tanto che il report sotto la voce Ast segna «un aumento delle vendite».

Il documento In 38 pagine vengono riassunti i punti salienti del report del colosso tedesco, che prende in analisi i dati relativi al periodo ottobre, novembre, dicembre, ossia il primo utile per i rendiconti secondo le norme fiscali tedesche. Dai conti emerge una perdita di 23 milioni di euro per tutto il gruppo. A pagina 18, però, ecco il dato che riguarda i volumi di Ast. Il Q1, ossia l’intervallo di tempo preso in esame (ottobre-dicembre) l’anno scorso ha registrato un volume pari a 106 mila tonnellate di acciaio.

Crescono le vendite Nello stesso periodo, dodici mesi più tardi, la quota sale a 190 mila. Un incremento dovuto in parte all’assenza degli scioperi dell’anno scorso, ma anche all’aumento delle vendite. Il documento, poi, entra nello specifico dei volumi complessivi del gruppo e segnala la divisione «Aerospace e Ast come eccezioni» rispetto al calo generale, col sito siderurgico di Terni che «aumenta le vendite». Le performance di Ast, dunque, compensano parzialmente le perdite del Gruppo, anche se occorrerà attendere i dati del secondo trimestre per un’analisi più approfondita.

Tajani su antidumping Intanto in Europa in questi giorni si discute di acciaio in relazione alle normative che riguardano il rischio dumping con la Cina. «La Commissione Ue ha trascurato il Piano per l’acciaio». Questo il messaggio espresso in una nota dal vicepresidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, ex commissario all’industria, padre del Piano d’azione per l’industria siderurgica. «Io posso soltanto notare che ogni anno doveva essere fatta la valutazione d’impatto dell’attuazione del Piano per l’acciaio e sono due anni che non si fa. Serve un terreno di gioco alla pari con la Cina che non è un’economia di mercato, quindi non le va riconosciuto questo status». Tajani chiede «nuove regole per la concorrenza perché le attuali sono ormai obsolete e hanno danneggiato le acciaierie Terni. Rischiamo di perdere centinaia di migliaia di posti di lavoro e rovinare i rapporti con gli Usa».

Forza Italia Sulle posizioni espresse da Tajani arriva l’apprezzamento di Raffaele Nevi, capogruppo in Regione di Forza Italia. «Tajani, nel rilevare che l’attuale Commissione Ue ha trascurato il Piano per l’acciaio, ha ribadito la centralità strategica delle acciaierie di Terni le quali, al pari di quelle degli altri paesi dell’Unione, correrebbero il rischio di essere tagliate fuori dal mercato mondiale, a causa della ventilata abolizione dei dazi doganali sui prodotti importati dalla Cina. Auspichiamo e pretendiamo – conclude Nevi – che la Regione Umbria, invece di continuare ad occuparsi solo di poltrone e strapuntini da distribuire con il manuale Cencelli, si impegni a tutti i livelli per scongiurare il rischio che sia spazzata via la più importante industria dell’Umbria».

Twitter @tulhaidetto

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