di Da. Bo.
Il gruppo ThyssenKrupp ha chiuso il primo semestre dell’anno fiscale 2010/2011 (al 31 marzo 2011) con un aumento dell’utile operativo (Ebit) del 22% a 770 milioni di euro a fronte di un fatturato in crescita del 21% a 23,6 miliardi di euro. Nel periodo, gli ordinativi sono aumentati del 22% a 24,1 miliardi di euro. Per l’intero esercizio, il gruppo prevede un aumento del fatturato del 10%-15% (42,6 miliardi di euro nel 2009/2010) e ha riaffermato che l’Ebit sarà di circa 2 miliardi di euro (1,2 miliardi di euro nel 2009/2010). I ricavi invece sono aumentati del 21% a quota 12,3 miliardi di euro.
Terni in attesa Sono questi i dati principali comunicati venerdì mattina prima dell’apertura dei mercati da ThyssenKrupp. Il ceo di ThyssenKrupp Heinrich Hiesinger, e il membro del comitato esecutivo Jurgen Claassen, terranno alle 14 una conferenza stampa molto attesa in cui i verranno illustrate le strategie future della multinazionale. In ballo c’è lo spin-off del settore inox, con una potenziale vendita dello stabilimento ternano, e di quello dell’automotive: il tutto allo scopo di abbattere un debito che ammonta a 5,8 miliardi e di reinvestire denaro in nuovi mercati.
Ridurre il debito «Stiamo beneficiando – ha detto venerdì mattina Hiesinger – dell’aumento dei prezzi e delle quantità sia per quanto riguarda i materiali sia per quanto riguarda i componenti». «La riduzione del debito – ha detto poi – rimane una priorità assoluta», ed è uno dei motivi per cui il numero uno annuncerà oggi la drastica riorganizzazione. I piani prevedono lo spin-off di circa un quarto del fatturato, e coinvolgono circa 35 mila lavoratori. Mercoledì scorso il passaggio decisivo con il Consiglio di fabbrica e l’IG Metall che hanno detto sì al piano di riorganizzazione. Gli esperti stimano che dalle possibili vendite si potrebbero ricavare dai 5 agli 8 miliardi di euro. I mercati hanno reagito bene ai numeri diffusi questa mattina. Il titolo Thyssen infatti ha guadagnato il 3,47% a quota 33,865 euro.



