di Francesca Mancosu
Fare tutto il possibile per salvare l’Acciai Speciali Terni e il futuro della città. È questa la missione che si sono dati i consiglieri comunali di Terni in vista dell’incontro con i finlandesi di Outokumpu e il ministero dello sviluppo economico, in programma a Roma il prossimo 29 maggio. Di fronte ai dubbi sull’effettiva bontà dell’offerta Aperam-Arvedi-Marcegaglia e alle incognite del Piano europeo della siderurgia che sarà presentato dalla Commissione europea il 5 giugno, il comune gioca la carta dei due consigli straordinari, in programma a palazzo Spada il 22 e il 24 maggio e visibili in streamig e in diretta tv.
Doppia seduta «È ora di alzare il livello di attenzione su una vicenda tanto importante per la nostra città, per l’Umbria e per l’intero comparto manufatturiero nazionale», esordisce così il presidente del consiglio comunale, Giorgio Finocchio, che venerdì mattina ha presentato la doppia iniziativa insieme ai presidenti dei gruppi. «Per questo faremo due sedute, dal carattere sostanziale e non formale: una mercoledì 22 maggio, di tipo tecnico associativo, a cui prenderanno parte i rappresentanti locali e nazionali delle organizzazioni sindacali di categoria, Confindustria, Federmanager; un’altra venerdì 24 maggio, di stampo istituzionale, che sarà effettuata congiuntamente a quella del consiglio provinciale, con la presenza di parlamentari europei e nazionali, consiglieri e assessori provinciali e regionali, e vedrà gli interventi del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo; del presidente della Regione, Catiuscia Marini e del sottosegretario del ministero dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che ha chiesto il tavolo di confronto con la società Outokumpu».
La città deve svegliarsi L’intenzione, espressa anche dai capigruppo, è quella di definire una strategia comune di tutti soggetti coinvolti, che possa supportare la riflessione politica, e anche l’azione del governo, sulla crisi della Tk-Ast. E di chiamare a raccolta la cittadinanza. «Il consiglio comunale – prosegue Finocchio – vuole mettersi a disposizione della città, che però deve scuotersi dal torpore. Il governo è il nostro primo interlocutore, ma per salvarci è necessario il contributo di tutti quelli che hanno costruito la propria vita attorno all’acciaieria, lavoratori e dirigenti, attuali ed ex. Dobbiamo pensare a difendere i volumi produttivi, i livelli occupazionali e la strategicità di questo sito».
L’iniziativa Fiom Ma il 24, oltre al consiglio comunale, ci sarà anche la manifestazione organizzata dalla Fiom-Cgil di Terni, con la partecipazione del segretario nazionale, Maurizio Landini. E come mai ‘proprio’ nella stessa data, viene spontaneo chiedersi? «Si tratta di una concomitanza non voluta», spiega Finocchio. «Sapevamo da tempo della giornata di mobilitazione indetta dalla Fiom-Cgil, ma abbiamo subordinato la convocazione del consiglio alla disponibilità del sottosegretario De Vincenti e per lui l’unica data possibile era proprio quella del 24. Comunque, ci siamo sentiti con i sindacati e siamo d’accordo che due iniziative siano meglio di una, tanto più che quella in piazza della Repubblica è una manifestazione dedicata a tutte le fabbriche ternane, non solo all’acciaieria. Il 27 poi, ci sarà un altro incontro, al Videocentro, con le organizzazioni sindacali».
