di Massimo Colonna
«Lo strumento dell’Area di crisi complessa per Terni e Narni è importantissimo, ma deve essere inserito in un contesto utile. Per esempio, oltre a questo strumento, servono anche idee e imprenditori». I probabili sviluppi del prossimo futuro economico del comprensorio ternano al tavolo del convegno intitolato non a caso ‘Terni 4.0’, proprio per richiamare il paradigma dell’Industria 4.0 che oggi traina le politiche economiche di quasi tutto il mondo. Nelle sale dell’hotel Garden, all’evento organizzato dalla Cgil, ecco anche i segretari provinciali di Cisl e Uil e i rappresentanti delle istituzioni, a cominciare dal sindaco Leopoldo Di Girolamo, proprio per fare il punto su numeri e obiettivi di questa nuova tendenza.
I conti In sala oltre 300 persone che hanno potuto ragionare anche sul documento stilato da Ires Cgil Umbria e alcuni esperti e studiosi esterni con la proposta di sviluppo proprio per il settore industriale. «Si parte dalla considerazione – si legge nel testo – del fatto che l’area ternana è uno dei territori a maggiore vocazione industriale d’Italia, visto che il peso del manifatturiero è doppio rispetto alla media nazionale, con una forte presenza delle multinazionali. Di qui la necessità di ‘mantenere innovando’, attraverso alcune azioni prioritarie».
I sindacati «La Cgil – ha spiegato il segretario provinciale Attilio Romanelli – propone una mappatura delle realtà presenti nel territorio, un lavoro già avviato dallo stesso sindacato, in particolare dalle categorie Fiom e Filctem, e attualmente in corso. Accanto alla mappa è necessario costituire al più presto un gruppo tecnico di lavoro, basato fondamentalmente sul mondo delle imprese e del lavoro. Ma il documento affronta anche altri nodi importanti, dalla digitalizzazione, alla formazione, alla tutela dell’ambiente, infrastrutture e, naturalmente, alla tutela dell’occupazione». «Bisogna cambiare insieme al cambiamento – ha spiegato Celestino Tasso, segretario provinciale della Cisl – altrimenti si rischia di essere tagliati fuori. Per esempio i concetti di tempo e di luogo del lavoro a breve saranno totalmente stravolti». «I fondi a disposizione in questo settore – ha detto Gino Venturi, segretario provinciale Uil – sono tantissimi ma non bisogna commettere l’errore di dividerli in mille rivoli che risulterebbero poi ininfluenti. E’ importante che ci sia una cabine di regia che detti un disegno da seguire. Ma al momento a me non pare esserci». All’evento hanno preso parte anche il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Gianluca Bellavigna dell’associazione U-Smart, Svevo Valentinis di Eskigel Srl, Marianna Formica (Filctem Cgil) e Claudio Cipolla (Fiom Cgil).
Il segretario Colla «La proposta della Cgil per Terni ha un’anima – ha detto il segretario della Cgil nazionale, Vincenzo Colla, nel suo intervento conclusivo – perché indica un percorso preciso, quello di governare l’innovazione, di governare una nuova rivoluzione industriale che sarà molto più impetuosa delle precedenti e rischia di tritare altre fette molto consistenti di lavoro se non c’è un nuovo patto politico di governo di questi processi, che al momento è saltato. In quest’ottica l’operazione della Cgil di Terni con l’area di crisi complessa delinea – secondo Colla – un futuro possibile, uscendo dalla logica della compressione dei costi e dei diritti, dalla logica dei voucher, del licenziamento facile e del massimo ribasso. Ecco perché – ha concluso il segretario nazionale Cgil – accanto a industria 4.0 serve costruire un sistema territoriale a disposizione dello sviluppo».
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