La Camera di commercio di Terni

di A.C.

Mesi e mesi di attesa. In molti casi anni. A volte, addirittura, anche più di tre. È la situazione relativa ai crediti vantati da aziende del territorio ternano nei confronti della pubblica amministrazione. Pagamenti mai ricevuti che rischiano di compromettere (e, in qualche caso, ci riescono pure) l’attività delle aziende. Un problema tutto italiano, degenerato negli ultimi anni, che i comuni stanno tentando di arginare.

Il Fondo A Terni uno strumento lo ha fornito la Camera di commercio, attraverso il Fondo sbloccacrediti, annunciato alla fine dello scorso anno. E ora, dopo circa un mese dalla sua attivazione concreta, inizia a dare i primi frutti. Il fondo ha già permesso a cinque aziende del territorio di recuperare il credito che avevano in sospeso nei confronti delle amministrazioni comunali della provincia. Un numero forse ancora esiguo rispetto alle reali esigenze delle piccole e medie imprese locali, ma del resto il servizio è disponibile soltanto per crediti vantati nei confronti dei comuni, e non per le altre amministrazioni. Il fondo, tuttavia, sarà in grado di gestire poco più di una trentina di richieste, in virtù dei 500.000 euro stanziati dalla Camera.

La tecnica «Si tratta di un fondo rotativo – spiega il segretario generale dell’ente camerale Giuliana Piandoro – in virtù del quale le somme di denaro sono sì destinate ad esaurirsi man mano che arriveranno le richieste ma, al tempo stesso, il fondo si andrà ricostituendo con i versamenti da parte delle amministrazioni». Se per le aziende, una volta certificato il credito, la riscossione del contributo è pressoché immediata, in quanto gli importi vengono versati dalla banca attraverso il fondo, per le amministrazioni comunali il tempo di rientro per saldare il conto è fissato in un anno. Va da sé che il progetto può stare in piedi solo con il supporto delle amministrazioni locali. «Dobbiamo senza dubbio ritenerci soddisfatti per la collaborazione fattiva che c’è stata da parte di tutti i comuni della provincia – aggiunge Piandoro – e non solo nell’accoglimento dell’iniziativa ma anche nella solerzia con cui sono stati certificati i crediti nei primi casi in cui abbiamo potuto toccare con mano».

Come funziona Il primo passo per ottenere il saldo delle somme vantate nei confronti dell’amministrazione comunale è quello della certificazione del credito scaduto; l’impresa può presentare una specifica domanda, disponibile su modulistica scaricabile dal sito della Camera di commercio, alle filiali di Unicredit Banca (il partner della Camera di commercio nell’operazione) della provincia di Terni. Una volta ottenuta l’istanza, va consegnata a una qualsiasi agenzia Unicredit sul territorio e la banca, eseguita una breve istruttoria del merito creditizio, anticipa il pagamento utilizzando le risorse del fondo messo a disposizione dalla Camera di commercio.

I punti di forza Il Fondo rotativo della Camera di commercio consente lo smobilizzo a tasso zero di crediti scaduti e certificati da parte delle amministrazioni comunali fino ad un ammontare massimo di 15 mila euro per impresa. Ciò significa che tali operazioni non hanno costi per l’impresa, né in termini di istruttoria che di interessi. «Il punto di forza dello Sbloccacrediti sta proprio nella semplicità – conclude Piandoro – e nell’immediatezza. Senza contare, poi, che tale strumento si rivela utile per l’economia generale e non solo per le singole imprese visto che, una maggiore liquidità a disposizione delle imprese, consente a queste di poter tornare a investire e, di conseguenza, si ha una rapida immissione di capitali nel sistema economico provinciale». Il fondo rotativo della Camera di commercio, a disposizione delle imprese ternane, sarà attivo fino alla fine dell’anno, le richieste potranno essere infatti presentate fino al 31 dicembre.