Che E.On abbia ormai deciso di mollare tutte le attività di produzione di energia – circa 6 Gw di capacità totali – in Italia è un fatto. Quello che sembra prendere corpo – e la cosa interessa direttamente il nucleo idroelettrico di Terni-Galleto – è il tentativo di fare una specie di spezzatino e cedere i vari comparti a compratori diversi.
Il nucleo di Terni Si chiama così, ma di fatto è formato da 16 centrali idroelettriche – nelle province di Terni, Perugia, Rieti e Macerata – con tre serbatoi (Salto, Turano e Corbara) e una centrale di pompaggio: oltre 65 gli addetti. Il gruppo tedesco con basea Dusseldorf starebbe stringendo con Erg per la sua cessione.
Il ‘pacchetto’ Il tentativo di E.On sarebbe finalizzato a massimizzare i profitti, visto che potrebbe cedere alla ceca Eph le centrali a gas e quella a carbone di Fiume Santo, il fotovoltaico (incorsa ci sono F2i e Capital Stage interessati), l’eolico (ancora F2i interessato) e il pacchetto clienti (per i quali sono in corsa Hera e Italtrading). Alla fine E.On potrebbe incassare circa un miliardo e mezzo di euro.
Opzione Edison Se lo ‘spezzatino’ non dovese riuscire, invece, il gruppo tedesco potrebbe passare a quello che, al momento, viene indicato come il ‘piano B’ e cioè accettare la proposta di Edison, che offre meno contanti, ma anche azioni della newco che verrebbe costituita con la fusione con E.On Italia.
