Ci sarebbero Erg, Hera, F21 e Edf-Edison tra i soggetti interessati all’acquisto delle attività italiane di E.On, che tra i pezzi pregiati che ha messo in vendita annovera anche gli impianti di Galleto, a Terni. Ma non solo
Gli interessati A ‘correre’ per le attività italiane del colosso tedesco, insomma, sono in molti e alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte vincolanti si sarebbero fatti avanti per i vari assets (tra cui il nucleo idroelettrico di Terni), F2i, il fondo guidato da Renato Ravanelli e la Erg della famiglia Garrone.
E.on tace La multinazionale tedesca, che è assistita dall’advisor Goldman Sachs, mantiene per ora uno stretto riserbo. Soprattutto perché l’obiettivo principale sarebbe quello di evitare uno ‘spezzatino’ e cedere invece tutto in blocco, magari a Edf-Edison, che consoliderebbe così il suo ruolo di secondo operatore elettrico dopo l’Enel. Ma lo scoglio sarebbe rappresentato dal prezzo – due miliardi di euro – fissato dai tedeschi.
Il Nucleo idroelettrico di Terni È formato da 16 centrali idroelettriche – nelle province di Terni, Perugia, Rieti e Macerata – con tre serbatoi (Salto, Turano e Corbara) e una centrale di pompaggio. Utilizza le acque dei fiumi Nera, Velino, Tevere e loro affluenti. Gli impianti hanno in totale 38 gruppi di produzione, per una potenza efficiente di 531 Mw e sono gestiti dal ‘Posto di teleconduzione’ di Villa Valle. Mediamente il nucleo produce circa 1,3 Twh all’anno (con punte che arrivano a 2 Twh). La centrale di Terni soddisfa il fabbisogno di 500 mila famiglie. E’ considerato una ‘rete smart dell’acqua’ poiché dal punto di vista della morfologia del territorio utilizza le acque del Nera, del Velino e del Tevere in maniera sinergica. Nel nucleo lavorano 66 persone tra la sede direzionale di Villa Valle e quelle operative territoriali di Galleto, Baschi, Narni, Cotilia e Preci, dislocate presso gli impianti di produzione e vicine alle opere idrauliche, come le sette dighe e i relativi bacini idrici.
