Generale stabilità ma marcate differenze settoriali. Questa l’estrema sintesi dell’andamento economico 2025 in provincia di Terni che risulta dal Rapporto Statistico ‘Indicatori dell’economia ternana’ realizzato dall’Osservatorio provinciale istituito in Prefettura.
Il mercato del lavoro, relativamente allo scorso anno, rappresenta uno degli aspetti più positivi dell’economia provinciale. L’occupazione cresce del 3,1% (raggiungendo i 92,8 mila occupati), un valore di molto superiore alla crescita riscontrata a livello regionale (+1,3%) e nazionale (+0,8%). Il tasso di occupazione raggiunge il 68,3% (vicino al 69,1% dell’Umbria e nettamente sopra il 62,5% dell’Italia), mentre il tasso di disoccupazione scende al 3,9%, inferiore sia alla media umbra (4,6%) che a quella nazionale (6,1%). La crescita occupazionale è sostenuta soprattutto dalla componente femminile, che registra un incremento dell’8,7%. Questo dinamismo ha permesso di ridurre il divario occupazionale uomo-donna di 5,6 punti percentuali. Inoltre, si rileva un importante calo dell’inattività (-8,3% complessivo), con una riduzione particolarmente forte tra le donne, il cui tasso di inattività scende dal 41,9% al 30,7%.
Tuttavia non mancano criticità. Nonostante i dati positivi aggregati sul lavoro, l’occupazione nell’industria registra un forte calo del 12,5%, penalizzata soprattutto dalle costruzioni (-28,6%) e dal manifatturiero (-5,9%). Anche i servizi flettono del 3,0%. Sul fronte della legalità, nel 2025 sono stati rilevati 709 casi di lavoro irregolare, di cui l’8,7% riconducibile a lavoro sommerso (con prevalenza nel terziario e nell’edilizia). Di buono c’è che nonostante una lieve flessione delle imprese attive nel quarto trimestre (-0,2%), la performance locale è migliore della media nazionale (-0,4%) e, nel corso del secondo semestre del 2025, non si registra alcun fallimento d’impresa. Ad ogni modo il saldo demografico delle imprese è negativo per 51 unità tra le nuove iscrizioni di imprese (1.067) e le cessazioni (1.118). Dal 2023, i saldi positivi del secondo e terzo trimestre non riescono più a compensare le perdite del primo e quarto trimestre.
A preoccupare è inoltre la forte contrazione del commercio con l’estero che mostra segnali di sofferenza. Le esportazioni diminuiscono del 4,3% su base annua e del 3,6% nel secondo semestre, in forte controtendenza rispetto all’Umbria (+0,3%) e all’Italia (+4,5%). Anche le importazioni scendono del 2,4% nell’anno. Di conseguenza, la bilancia commerciale registra un saldo negativo di -29,3 milioni di euro (rispetto al -1,6 milioni del 2024), con un saldo commerciale di -0,2 euro ogni 100 euro di scambi. Nel rapporto è evidenziata in particolare una eccessiva dipendenza dal settore metallurgico. L’export provinciale sconta una fortissima concentrazione nel comparto metallurgico (oltre il 60% del valore totale), che nel 2025 registra una contrazione dell’8,7%. Al contempo, si registrano pesanti crolli nelle esportazioni di altri settori di rilievo, come il farmaceutico (-77,9%), il legno-carta (-72,6%) e i mezzi di trasporto (-16,2%).
A far sorridere sono i dati sul turismo. Nel complesso dell’anno la domanda turistica è in espansione, trainata specialmente dagli arrivi (+14,2%) e dalle presenze (+12,9%) dei turisti stranieri. Anche il turismo italiano registra variazioni positive (+5,8% arrivi e +3,6% presenze), con i flussi più rilevanti concentrati nei territori del ternano e dell’orvietano. Rispetto al credito risulta una crescita dei prestiti bancari del 6,5%, in netta controtendenza rispetto alla flessione regionale del -0,3%. La crescita è trainata dai finanziamenti alle imprese medio-grandi (+16,1%) e alle famiglie (+2,1%). In parallelo, i depositi di famiglie e imprese aumentano del 6,6% e i titoli a custodia del 10,2%, evidenziando un forte interesse per forme più remunerative come i titoli di Stato (+8,9%) e gli OICR (+11,9%).
La peggiore piaga territoriale la dinamica demografica che continua a pesare negativamente sul sistema economico locale. Nel 2025 il tasso di natalità scende al 5,0 per mille (sotto il 6,0 della media nazionale), mentre il tasso di mortalità sale al 13,6 per mille (tra i più alti della regione e superiore all’11,1 nazionale). Di conseguenza, si stima che nel 2026 l’indice di vecchiaia raggiunga quota 295,2 (oltre 295 anziani ogni 100 giovani), un invecchiamento molto più accentuato rispetto alla media umbra (257,6) e italiana (216,3). L’età media è stimata a 49,7 anni
L’Indice Composito di Fragilità Comunale (IFC) evidenzia che le maggiori criticità della provincia si concentrano nei piccoli comuni delle aree interne (come Montegabbione, Alviano, Ficulle, Giove, Parrano, Penna in Teverina e Porano), caratterizzati da spopolamento, redditi bassi, popolazione molto anziana e ridotta base produttiva. Al contrario, la stragrande maggioranza della popolazione risiede nei centri principali a fragilità minima o bassa come Terni e Orvieto.
