Studenti universitari (foto F. Troccoli)

Si raffredda l’interesse generale di matricole e studenti nella ricerca di alloggi a Perugia. E, nonostante l’abbassamento sia tra i più forti registrati in Italia questo non basta a fare abbassare i prezzi. Che, al contrario, aumentano. Piur registrando contemporaneamente maggiore disponibilità di posti letto. Sembrano dinamiche sballate dell’economia, ma è quanto viene registrato in questo momento dalle tendenze, che sicuramente hanno necessità di tempo per ordinarsi su cifre maggiormente logiche. In effetti sul mercato perugino degli alloggi agli studenti entrano in gioco differenti fattori che si inseriscono nella rigida interdipendenza tra domanda e offerta.

Secondo l’ultima rilevazione di Immobiliare.it Insights, realizzata in vista del nuovo anno accademico, nel capoluogo umbro il prezzo medio richiesto per una stanza singola è arrivato a 301 euro al mese, con un aumento del 7,5% rispetto a dodici mesi prima. Nello stesso periodo è cresciuta del 6,3% anche l’offerta di stanze presenti sulla piattaforma, mentre l’indicatore della domanda è diminuito del 39,9%.

È quest’ultimo il dato che colpisce maggiormente, soprattutto nel confronto con il resto d’Italia. La variazione nazionale della domanda è infatti pari al -19,8%, circa la metà di quella registrata a Perugia. Il dato non significa che a Perugia ci siano il 39,9% di studenti in meno alla ricerca di un alloggio: Immobiliare.it misura attraverso gli annunci presenti sulla propria piattaforma l’interesse degli utenti verso le stanze disponibili. La diminuzione segnala quindi un forte ridimensionamento dei contatti generati dagli annunci, ma non consente da sola di quantificare la platea degli studenti fuori sede.

Il quadro perugino è comunque significativo perché i tre indicatori si muovono in direzioni diverse. Le stanze disponibili aumentano, l’interesse rilevato dagli annunci diminuisce e contemporaneamente il prezzo medio continua a crescere. È una combinazione che merita attenzione soprattutto perché arriva in una fase nella quale il mercato nazionale sembra invece avviarsi verso un riequilibrio.

L’analisi di Immobiliare.it Insights rileva infatti una diminuzione del 6,2% dei canoni medi mensili a livello italiano. La disponibilità di stanze singole presenti sulla piattaforma è diminuita del 14,9%, mentre la domanda, misurata attraverso l’indicatore utilizzato dall’osservatorio, arretra del 19,8%. Il quadro resta comunque molto differenziato tra le città. A Milano, per esempio, il canone medio scende a 704 euro, mentre a Bologna cala del 7,5% a 585 euro. Roma segue invece una dinamica opposta: 615 euro per una singola, con prezzi in aumento del 7% e domanda in forte contrazione.

Perugia si trova dunque in una posizione particolare. Con 301 euro mensili rimane tra i mercati più accessibili tra le principali città universitarie considerate dall’indagine, ma il prezzo è comunque aumentato del 7,5% in un anno. Potrebbe essere la coda lunga di un effetto psicologico sull’insufficienza di posti letto per studenti che ha conosciuta una forte copertura e diffusione sui media.

La distanza dai grandi poli universitari resta considerevole: una stanza singola costa mediamente 704 euro a Milano, 627 a Firenze, 615 a Roma e 585 a Bologna. All’estremo opposto, Perugia è poco sopra Messina, Catania e Ancona e nettamente sotto le città universitarie più costose.

Il rallentamento della domanda perugina va quindi letto con cautela. Può essere collegato a una maggiore disponibilità di alternative, visto che lo stock di stanze sulla piattaforma è cresciuto del 6,3%, ma il dato non permette di stabilire da solo se siano cambiati il numero degli studenti fuori sede, le loro modalità di ricerca o la durata delle locazioni. Il confronto con il dato nazionale suggerisce comunque che il mercato locale sta attraversando una fase differente rispetto alla media italiana.

Il mercato degli alloggi universitari è inoltre destinato a essere interessato dalle politiche pubbliche sull’abitare studentesco. L’aumento dell’offerta privata rilevato da Immobiliare.it si inserisce in un quadro nel quale anche gli interventi pubblici ampliano la disponibilità di posti letto.