L’Umbria è al decimo posto in Italia per interesse verso la ricerca online «casinò non Aams», utilizzata per individuare piattaforme di gioco prive di licenza italiana. La regione ha ottenuto 78 punti nell’analisi di Casinos.com sui dati Google Trends degli ultimi cinque anni, alla pari con le Marche e davanti a Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto.

La classifica La graduatoria comprende tutte le venti regioni italiane ed è guidata dalla Basilicata con 100 punti. L’Umbria, con 78, precede il Piemonte, fermo a 74, la Toscana a 72, l’Emilia-Romagna a 70 e il Veneto a 68. Il dato misura l’interesse relativo per la ricerca e non il numero assoluto delle interrogazioni.

I trucchi L’Umbria è nona anche per la ricerca «trucchi slot», con 40 punti, a pari merito con il Piemonte. Seguono Lombardia, Toscana e Veneto, tutte a 30 punti. Si tratta, spiega l’analisi, di una ricerca legata alla convinzione di poter individuare sistemi per modificare o anticipare il rendimento delle slot. Un meccanismo che non può offrire garanzie, perché il rendimento degli apparecchi è determinato su milioni di giocate.

Le altre ricerche La regione non compare invece nelle classifiche relative a «Telegram casino» e «casinò stranieri». In questi due casi il volume delle ricerche umbre è inferiore alla soglia minima necessaria per ottenere un dato statisticamente significativo.

Gli adescamenti Proprio sulla ricerca di presunti «trucchi» si sarebbero concentrate alcune delle tecniche di adescamento documentate dall’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus. L’analisi riferisce di inserzioni sui social network e bot che promettono di individuare, attraverso l’intelligenza artificiale, presunte anomalie nel rendimento delle slot, con l’obiettivo di portare gli utenti a registrarsi e depositare denaro su piattaforme prive di licenza italiana.

Il mercato Secondo il secondo report dell’Osservatorio Nexus, nel primo semestre del 2026 quasi mille siti di gioco illegale monitorati hanno registrato 37,2 milioni di accessi riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani. La raccolta viene stimata in un miliardo e mezzo di euro nei primi sei mesi dell’anno, pari a circa tre miliardi su base annua.

I rischi Il comunicato sottolinea la difficoltà di contrastare il fenomeno: a un dominio oscurato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli può subentrarne in poche ore un altro, con la conservazione dei dati di registrazione e dei saldi degli utenti. Le community su Telegram possono inoltre comunicare i nuovi indirizzi. Le piattaforme prive di licenza non sono soggette alle tutele previste dal circuito legale, tra cui i limiti di deposito, la verifica dell’età e l’accesso al registro nazionale di autoesclusione.

Il commento «I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda», commenta Daniele Alfieri, responsabile Media & PR di Casinos.com. Individuare i territori dove la domanda è più intensa, aggiunge, «è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione», perché consente di concentrarsi sulla differenza tra operatori autorizzati e piattaforme prive delle tutele previste dalla legge.

La metodologia L’analisi è stata condotta da Casinos.com sui dati Google Trends relativi agli ultimi cinque anni e alle ricerche effettuate dall’Italia per quattro parole chiave: «casinò non Aams», «trucchi slot», «Telegram casino» e «casinò stranieri». I punteggi, compresi tra zero e 100, indicano l’interesse relativo di ciascuna regione e non i volumi assoluti. I volumi mensili citati sono stimati tramite Ahrefs.