di Massimo Colonna
Una ricerca portata avanti su 44 Paesi europei sul mondo dei giovani e del lavoro, in particolare sulle prospettive di imprenditorialità. Ne esce un quadro che riguarda il centro Italia ma da cui emergono analisi anche relative ai singoli territori. E’ il rapporto Amway, presentato con la collaborazione della Camera di Commercio di Terni in un evento intitolato ‘Umbria e Imprenditorialità: giovani, start-up e formazione’.
Start up a Terni Diversi spunti sui dati economici: le startup innovative nella provincia di Terni arrivano a 26 rispetto alle 16 del maggio scorso; i primi sei mesi del 2016 hanno fatto registrare un incremento di circa 100 imprese locali; nel corso dei primi due trimestri del 2016 il dato regionale sulla disoccupazione è lievemente migliorato passando dal 10,2 per cento del primo trimestre al 10 del secondo. Sono alcuni degli spunti emersi dal tavolo che ha messo in evidenza anche le criticità, come quella relativa alla disoccupazione giovanile.
Lo studio Per l’occasione sono stati presentati i dati del sesto Rapporto Globale sull’Imprenditorialità che Amway, azienda leader mondiale nel settore della vendita diretta, realizza in 44 Paesi in collaborazione con l’Università Tecnica di Monaco e Gfk. L’obiettivo è promuovere il dibattito sulla cultura imprenditoriale in Italia e nel mondo. Secondo quanto emerso dalla ricerca il Centro Italia registra il più alto potenziale di imprenditorialità: sono il 46 per cento degli intervistati coloro che riescono a immaginare di poter avviare un’attività in proprio, risultato che supera di 4 punti percentuali la media italiana (42). Il potenziale più basso viene registrato nel Nord Ovest (39 per cento), seguito dal Sud (41), Nord Est (42) e Isole (44).
Al tavolo A prendere parte all’incontro sono stati Giuseppe Flamini, presidente Camera di Commercio di Terni, l’onorevole Anna Ascani, membro della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera dei Deputati, Fabio Paparelli, vice presidente della Regione Umbria e assessore alla Competitività delle imprese, Chiara Pucciarini, vice presidente nazionale Giovani Imprenditori Confcommercio, Sabrina Boarelli, dirigente dell’Ufficio Scolastico regionale per l’Umbria e Fabrizio Suaria, amministratore delegato di Amway Italia.
I giovani imprenditori Sono per lo più gli uomini a immaginarsi imprenditori al Centro (49 per cento contro il 43 delle donne) ma il potenziale di imprenditorialità si impenna quando si parla di giovani, raggiungendo quota 56 per cento. Per quanto riguarda le motivazioni che spingono all’imprenditorialità, il lavoro autonomo viene visto come una valida strada per meglio conciliare lavoro, famiglia e tempo libero per il 29 per cento degli intervistati del Centro Italia, con una percentuale più alta tra gli under 35 (35 per cento). Il desiderio di indipendenza dal datore di lavoro rimane tuttavia la leva motivazionale principale che spinge al lavoro autonomo, con un risultato anche in questo caso più marcato tra i giovani del Centro (50 per cento rispetto alla media italiana del 46), seguito dalla volontà di autorealizzazione.
Scarsa fiducia Se il Centro fa registrare il più alto potenziale di imprenditorialità in Italia è qui che si concentra anche la più bassa fiducia nei confronti del sistema Paese in materia di lavoro autonomo: solo il 34 per cento degli intervistati del Centro, contro il 43 nazionale, ritiene infatti l’Italia un Paese favorevole all’imprenditorialità, in grado di tutelare e incentivare la libera iniziativa. Gli under 35 del Centro Italia sono ancora meno fiduciosi, con una percentuale che si abbassa ulteriormente al 32 per cento. Nell’analisi degli ostacoli che scoraggiano l’iniziativa imprenditoriale, al primo posto si trova la paura di fallire, freno all’iniziativa imprenditoriale per il 97 per cento dei giovani del Centro Italia, ben 7 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale (90%), risultato che colloca l’Italia all’apice della classifica mondiale, seconda solo al Giappone, dove la paura di fallire frena il 94 per cento degli intervistati.
Flamini e Paparelli «I giovani stanno cominciando a capire che per reagire alla crisi l’opportunità devono costruirsela da soli e anche nel nostro territorio sta iniziando a fiorire il fenomeno delle startup – ha detto il presidente Flamini – In un nostro recente approfondimento sull’imprenditoria giovanile abbiamo rilevato infatti che le imprese ternane guidate da un giovane sono il 9,5 per cento del totale, un dato di oltre un punto percentuale superiore a quello del capoluogo umbro (8,3) e vicino alla media nazionale (9,6). Per questo stiamo mettendo in campo strumenti che aiutano i giovani a passare dall’idea all’impresa. Penso ai nostri corsi di formazione sul credito, business plan, alla Garanzia Giovani con cui offriamo fondi a tasso zero con il finanziamento Selfie Employment per concretizzare un’idea imprenditoriale». Il vicepresidente della Giunta Regionale Paparelli ha ricordato «i due processi di sostegno regionali legati all’imprenditorialità come il filone delle start up ad alto contenuto tecnologico e quello legato all’autoimpiego e il forte impegno finanziario della Regione con lo stanziamento di 5,3 milioni di euro per il finanziamento di progetti di impresa».
@tulhaidetto
