di Massimo Colonna

Quando il presidente Flamini chiede alla platea «quante aziende per la prima volta oggi sentono parlare di questo bando», in diversi alzano la mano. Il progetto Centro commerciale naturale non decolla a Terni e allora ecco che la Camera di commercio, il Comune e la Regione provano lo sprint: «Questa probabilmente è l’ultima carta che ci giochiamo».

La scadenza Il bando prevede una somma da un milione di euro per il territorio ternano, contributi regionali a fondo perduto che riguardano sia la riqualificazione dell’attività commerciale sia l’ambiente urbano in cui si trova l’esercizio commerciale. Il problema su Terni è che finora solo 17 aziende hanno aderito, mentre la soglia minima per sbloccare i fondi è di 30 tra attività artigianali ed esercizi commerciali. E’ il momento dunque di accelerare se non si vogliono veder sfumare quei fondi: anche perché la scadenza è stata aggiornata, dopo una proroga, al 26 marzo.

La proroga «E’ una opportunità importantissima per il territorio – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Flamini – perché riguarda l’ammodernamento non solo dell’attività ma anche del sistema urbano relativo all’esercizio. Penso ai marciapiedi, ai sistemi di sicurezza, alla sistemazione della zona circostante. Finora stiamo riscontrando delle difficoltà e l’obiettivo di oggi è quello di far conoscere ancora di più il percorso che porta all’adesione al bando anche attraverso la presenza dei tecnici».

Il Comune Collegati via Skype da Perugia ecco due tecnici della Regione che fanno il punto sui meccanismi burocratici da adempiere nel caso di adesione al progetto. Poi arriva anche l’assessore al Commercio del Comune di Terni Vittorio Piacenti D’Ubaldi. «Gli investimenti non sono particolarmente onerosi per le aziende – ha spiegato il responsabile della giunta Di Girolamo – e allo stato attuale siamo stretti con i tempi. Si tratta di un progetto che può fornire un aiuto concreto e sostanzioso per il tessuto commerciale ternano, per questo sarebbe importante non perdere questa occasione».

I numeri Dunque l’obiettivo fino al 26 marzo è quello di mettere insieme altre 13 aziende che insieme alle 17 che hanno già aderito potrebbero andare a formare la base di partenza. «E pensare che all’interno della mappa del centro commerciale naturale – nota Flamini – abbiamo calcolato esserci 680 esercizi commerciali. Ci chiediamo come sia possibile che così pochi entrino nel progetto, al netto della crisi e della difficile situazione che le aziende vivono in generale».

@tulhaidetto

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