La Sala dell'Orologio-CAOS

di Massimo Colonna

Oltre 350 mila posti di lavoro e crescita dell’1 per cento del Pil ogni anno. Sono i numeri dello studio proposto dal Boston Consulting Group sul prossimo futuro della Germania, che da una decina d’anni ha investito sull’aggiornamento del manifatturiero lanciandosi come capofila del teorema ‘Industria 4.0’. «Numeri che ora l’Italia deve prendere come riferimento, declinandoli ovviamente sulle proprie realtà». Questo lo scenario da cui ha preso spunto il dibattito intitolato ‘La quarta rivoluzione industriale: Italia e Germania si confrontano su Industria 4.0’. Tante personalità presenti al Caos: politica, il prefetto Angela Pagliuca, enti del commercio e del manifatturiero, sindacati, ovviamente i rappresentanti di Tk Ast.

Il programma Il dibattito è stato moderato da Luca Ferrucci dell’Università di Perugia, docente di Economia e Gestione delle Imprese. Al tavolo Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, Gerhard Dambach della Bosch, Federico Golla, presidente di Siemens, Alessio Gramolati, responsabile del coordinamento delle politiche industriali della Cgil, Massimo Temporelli, fondatore di ‘The FabLab’ di Milano. Il panel istituzionale invece ha visto protagonisti la ministra plenipotenziaria dell’ambasciata tedesca in Italia, Irmgard Maria Fellner, il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Marco Gay, la vicepresidente della Camera Maria Sereni.

I temi Ad introdurre i lavori Andrea Delli Guanti, ex segretario comunale del Pd, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e il senatore Gianluca Rossi. Diversi i temi affrontati, anche perché l’argomento si presta a numerose sfaccettature. «Per far tornare a crescere il nostro Paese – ha spiegato Delli Guanti – servono la forza e le capacità di andare incontro alle modifiche profonde del mercato e della produzione introdotti da connettività, robotizzazione e digitalizzazione. La Germania si è posta il problema ben prima di noi e ha elaborato con l’aiuto delle sue principali aziende e centri di ricerca, il piano Industria 4.0».

I numeri Secondo il progetto del Boston Consulting Group questo programma avrà effetti notevoli sull’economia della Germania: entro il 2025 la robotizzazione e l’aumento di produttività faranno venire meno 600 mila posti di lavoro, ma ne creeranno 950 mila meglio pagati, con un saldo netto di 350 mila nuovi posti di lavoro e una crescita addizionale dell’1 per cento del Pil ogni anno. «Se l’Italia non investe ora in produttività, sviluppo e competitività, il destino è segnato». Il governo pare intenzionato ad andare nella stessa direzione: la legge di stabilità ha messo a disposizione 13 miliardi, dando di fatto inizio al percorso di Industria 4.0 in Italia.

Tk Ast E se si parla di Italia e Germania non si può non parlare di Thyssen Krupp. «Tk Ast ha portato avanti un investimento molto importante – ha spiegato la rappresentante dell’ambasciata tedesca Fellner, che prima dell’incontro ha effettuato un giro in centro città accompagnata dal sindaco Di Girolamo  – anche perché qui c’è un prodotto di eccellenza e si trova anche la conoscenza. L’investimento che è stato fatto negli ultimi anni significa che c’è una visione di sviluppo. Il percorso in Germania è iniziato una decina di anni fa: governo e industrie si sono messi d’accordo per trovare un modo per rilanciare il manifatturiero verso le sfide del futuro. E ora la questione diventa europea: nessun Paese può pensare di ragionare da solo, ma serve una coscienza comune anche sul fronte delle sfide economiche».

Il sindaco «Terni – ha poi spiegato il sindaco – ha una vocazione destramente legata alla manifattura e all’industria. Per questo vogliamo agganciare l’opportunità di poter cambiare il futuro cogliendo l’opportunità di un confronto proficuo con la Germania. Del resto i nostri due Paesi sono i primi due in Europa per il manifatturiero e questo incontro arriva proprio appena dopo la prima conferenza economica italo tedesca, che ha fatto il punto della situazione dopo che negli ultimi anni il nostro continente ha perso mercato e Pil. Ma adesso il manifatturiero offre questa nuova opportunità per creare lavoro e ricchezza».

@tulhaidetto

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