Marianna Formica

Dai mancati pagamenti degli stipendi dei lavoratori Neofil di Terni (tessile) alla schizofrenia di Palazzo Spada sul futuro della multiservizi Asm. Ma anche dalle discrete prospettive di crescita di Oi manufactoring di San Gemini (vetro), Tarkett (gomme) e Covestro (policarbonato) fino alla sicurezza Alcantara. Tira le fila sull’attività del 2015, la Filctem-Cgil che con la segretaria Marianna Formica fa il punto della situazione per sottolineare le criticità da affrontare nel corso dell’anno in diverse aziende dei comparti di chimica, energia, tessile e ambiente, ma anche per sottolineare le necessità di intervento in un anno che dovrà necessariamente essere quello della svolta.

Eph ed Erg Le prime attenzioni sono riservate «alla cessione da parte della tedesca E.on del termico alla ceca Eph e dell’idroelettrico all’italiana Erg ha portato due nuove aziende sul territorio ternano per quanto riguarda il settore elettrico. Entrambe hanno manifestato la volontà di gestire diverse tematiche territorialmente, a differenza di quanto accaduto in passato con E.on che ha sempre preferito affrontare tutte le discussioni a livello nazionale. Finalmente quindi si concretizza il ruolo delle Rsu che saranno sempre più parte attiva nel percorso decisionale. Sempre nel settore elettrico da sottolineare l’importanza dell’acquisizione da parte di Terna in Umbria di 15 stazioni e 500 km di linea precedentemente gestite da Rfi, questo richiederà sicuramente nel prossimo futuro un aumento delle risorse umane necessario per la corretta gestione delle attività lavorative».

Cardinalini di Orvieto Il tiro di Formica si sposta poi sul tessile: «Altro passo importante fatto in tema di rappresentanza è stato quello della firma, insieme alla Femca Cisl, di un accordo con l’azienda Cardinalini nel quale viene riconosciuta l’importanza della Rsu. L’azienda tessile, accreditata presso case di moda del calibro di Vuitton, Versace, Cruciani ed Ermes, continua a sperimentare lavorazioni di nuovi materiali, in sinergia anche con altre aziende del territorio, riuscendo negli anni a trasformarsi e cogliendo i cambiamenti repentini presenti nel settore della moda, ma nello stesso tempo garantendo stabilità alle lavoratrici. Auspichiamo che nell’Orvietano si possano creare opportunità come quella appena descritta, per mettere a frutto la professionalità di centinaia di donne presenti sul territorio».

Neofil di Terni Non vanno così bene le cose in un’altra azienda tessile della provincia, la Neofil di Terni: «Notevoli problemi sono da segnalare sia dal punto di vista aziendale che in merito alle relazioni sindacali. A novembre 2015 – si legge nella nota della segretaria di Filctem-Cgil, è terminato il periodo di amministrazione straordinaria e nonostante le innumerevoli difficoltà palesatesi è stata concessa la totale proprietà. Oggi assistiamo al mancato pagamento di alcuni stipendi, al continuo ricorso alla cassa integrazione e soprattutto temiamo che i bassi volumi produttivi non garantiscano alcuna stabilità lavorativa. Nel contempo si riscontrano comportamenti a dir poco scorretti nei confronti della Rsa, la quale non viene assolutamente coinvolta e informata su temi importantissimi (mancato pagamento quote fondo pensione e videosorveglianza)».

Oi manifacturing di San Gemini Dal tessile al vetro: «Qui la Oi manifacturing di San Gemini – spiega la segreteria generale del sindacato – specializzandosi non solamente nella produzione di bottiglie di colore verde per le acque minerali, ma anche in bottiglie sagomate per prodotti alimentari come olio e vino, ha avuto maggiori possibilità di aggredire il mercato e di rimanere in campo per eventuali sfide future. Le modalità di approccio si sono evolute anche dal punto di vista delle relazioni industriali che hanno visto un maggiore coinvolgimento della Rsu e un confronto costruttivo con la categoria».

Asm e gara gas Delicato il fronte con Asm, «Aspettando ancora l’accorpamento (paventato da anni e mai concretizzato) tra Aman e Asm, continuano in quest’ultima – dice Formica – le difficoltà nella trattativa sindacale aziendale (si riscontra uno stallo ormai insostenibile) e l’incertezza per quanto riguarda la tanto temuta “privatizzazione”, il tutto per l’incomprensibile atteggiamento del Comune di Terni che ha smesso di dialogare con le organizzazioni sindacali procedendo in maniera schizzofrenica. Come Filctem Cgil ribadiamo la totale contrarietà alla svendita di quella che attualmente in Umbria è l’unica multiservizi e che, con lungimiranza e creando un progetto serio, si potrebbe candidare come azienda leader per eventuali scenari futuri». A risultare appesa al filo istituzionale è anche la maxi gara per l’individuazione di un gestore unico del gas in tutti i comuni della provincia di Terni: «Il termine ultimo per la pubblicazione del bando è l’11 settembre 2016. I Comuni che per decreto saranno interessati, dovranno deliberare in consiglio il mandato per la stazione appaltante che procederà alla stesura del bando di gara. Ovvio che i tempi sono stretti e che necessita un celere avvio delle consultazioni comunali. Come sindacati chiederemo l’introduzione della clausola di salvaguardia occupazionale all’interno del bando stesso per tutti i lavoratori del settore».

Inceneritore Restando sul fronte delle gare «desta preoccupazione – si legge in una nota Filctem-Cgil – anche la situazione che si potrebbe presentare per Sogesi, lavanderia industriale operante nell’ambito ospedaliero, che ha avuto una rapidissima espansione dall’Umbria a diverse regioni d’Italia e la cui mancata riconferma metterebbe a rischio la tenuta occupazionale nell’intera regione». Discorso a parte per l’inceneritore: «Dal punto di vista ambientale, le vicende succedutesi nell’ultimo periodo (che hanno visto anche l’utilizzo improprio di bandiere con logo Cgil), portano alla necessità di fare chiarezza su alcune questioni. L’impianto è autorizzato alla termovalorizzazione di scarti di pulper per un quantitativo complessivo di 100 mila tonnellate annue. Attualmente opera con titolo autorizzativo Aia rilasciato dalla Regione a fine 2008, con scadenza anno 2024. L’impianto è dotato di sistemi di controllo in continuo per tutto il processo di termovalorizzazione e soprattutto di sistemi di campionamento e analisi per il controllo costante delle emissioni. Aria da parte sua rende pubblici ulteriormente i livelli emissivi giornalieri dell’impianto con pagina dedicata e consultabile liberamente. Detto ciò, se veramente interessa l’impatto ambientale sul territorio ternano perché nessuno parla delle caldaie di emergenza, utilizzate 24 ore su 24, all’interno del Polo chimico? La centrale di Edison è stata in passato la fornitrice di vapore alle aziende, questo sicuramente permetteva un impatto 0 sulla colonnina delle emissioni. Inoltre, la stessa centrale sarebbe in grado di produrre vapore da veicolare tramite degli scambiatori all’interno della città: perché non creare allora una possibile sinergia con Asm per la distribuzione? Le istituzioni dovrebbero sfruttare simili possibilità se veramente tengono alla salute dei cittadini».

Tarkett e Covestro Nell’analisi anche del sindacato anche il settore gomma plastica con «Tarkett azienda che dopo la crisi ormai archiviata, rappresenta un buon esempio di azienda green sul territorio. Con lei Covestro, ex Bayer, unica produttrice europea di lastre alveolari in policarbonato, ha ottenuto ottimi risultati grazie in particolare al grande lavoro svolto dai dipendenti, i quali hanno sopperito ai carichi produttivi riuscendo a gestire le 5 linee presenti oggi in azienda; ora necessita il riconoscimento di quanto fatto partendo dal recupero delle ferie accumulate e da una gestione più oculata degli straordinari. Da alcuni mesi inoltre si riscontra una collaborazione fattiva tra Rsu ed azienda».

Chimica Ampia la ricognizione di Formica sulla chimica: «Alcantara continua con ottimi risultati a fare investimenti sempre maggiori sul territorio, puntando sul prodotto green; in merito alle relazioni sindacali con la nostra categoria, dopo una fase critica attraversata per alcuni mesi del 2015, oggi si registra un clima più disteso e un possibile confronto. Novamont per il 2016 e per gli anni futuri ha previsto investimenti su Terni che lasciano ben sperare nella volontà dell’azienda di consolidamento sul territorio. Bfit, a seguito della manifesta intenzione di Beaulieu di mantenere il sito e dell’interesse per una eventuale acquisizione di altre aree ex Basell, dovrà misurarsi con una sfida fondamentale per la riuscita dell’operazione. I risultati ottenuti sino ad ora, come riconosciuto dai vertici aziendali, sono soprattutto merito dei lavoratori che hanno operato instancabilmente. Treofan ha chiuso il 2015 con il dato Italia nettamente positivo. Anche in questo caso il valore aggiunto è rappresentato dai lavoratori e sono questi stessi a chiedere a gran voce investimenti su Terni, finora tante volte annunciati, ma non concretizzati. Basta nascondersi dietro i ritardi degli altri stabilimenti, la risposta del mercato è quella che conta. Per quanto riguarda le relazioni industriali si riscontra una grande difficoltà nell’avere risposte celeri ed esaustive su qualsiasi tema posto dalla Rsu e una sottovalutazione dell’importanza del confronto tra vertici aziendali e rappresentanze sindacali».

Area di crisi complessa La panoramica è utile anche per tornare alla carica: «Il riconoscimento dell’aria di crisi complessa, o in qual modo si voglia chiamare, sarebbe fondamentale per il settore chimico e non solo. Un lavoro sinergico tra sindacati, aziende e istituzioni è l’unica formula vincente che in ogni vicenda può portare ad un risultato positivo per tutti; l’essere protagonisti non ci interessa, perché per noi i protagonisti saranno sempre i lavoratori».

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One reply on “Terni, Cgil fa il punto dalla chimica al tessile fino a inceneritori: «Area di crisi complessa fondamentale»”

  1. Ahahahahahah!!! Scrive: Per la cgil i protagonisti saranno sempre i Lavoratori….
    Ma Mi faccia il Piacere!!!!
    Una volta era cosi’!!!
    Forse!?!?!?!?!?!?!?!?!!!

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