Il senatore Gianluca Rossi

di M.T.

Il senatore Gianluca Rossi (Pd) ha presentato un’interrogazione, al Ministero dello sviluppo economico, in relazione alla vicenda del polo chimico di Terni e la Basell.

Le colpe La premessa di Rossi è chiara: «La situazione dei lavoratori, lasciati senza risposte proprio quando nel corso dell’anno verranno meno tutte le forme di ammortizzatori sociali e le mancate prospettive di reindustrializzazione del polo chimico di Terni, sono da ascrivere senza dubbio al silenzio di Basell. E questo, per la ripresa dell’economia dell’Umbria, oltre che per quella nazionale, non è più accettabile».

Le domande Dopo aver ripercorso la storia recente della trattativa ed aver stigmatizzato «l’atteggiamento dilatorio che la multinazionale ha assunto nei confronti delle trattative in corso», Gianluca Rossi chiede «se il governo sia a conoscenza delle ragioni per cui la multinazionale Lyondell-Basell non abbia ancora provveduto a formalizzare le determinazioni assunte sottoscrivendo il verbale di accordo del 23 novembre 2012 e, nel caso, se abbia contezza delle intenzioni della multinazionale olandese-statunitense in merito alla vendita delle aree di sua proprietà, site nel Polo chimico ternano».

Le richieste Il senatore del Pd chiede, quindi, al ministro Corrado Passera «quali misure il governo intenda attuare al fine di favorire lo sviluppo del programma di reindustrializzazione del Polo chimico di Terni e creare un polo tecnologico specializzato nella cosiddetta ‘chimica verde’, che valorizzi le eccellenze presenti nel territorio ed offra una concreta prospettiva di sviluppo, capace di attrarre nuovi investimenti e di sostenere l’occupazione».

Il sito La conclusione di Rossi è che «la complessità del Polo chimico, per la concomitanza delle vicende che riguardano la chiusura di Basell, la procedura di vendita di Meraklon, il destino di Treofan nonché della centrale Edison, denotano come sia impraticabile ogni soluzione che non tenga conto del carattere integrato del sito, anche attraverso un sostegno istituzionale, come è già avvenuto per altre piattaforme chimiche italiane».

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