(foto Fabrizio Troccoli)

di F.T.

La discesa dell’inflazione come indice della crisi: il dato relativo a marzo, nel comune di Terni, si attesta intorno all’1,8%. Il più basso degli ultimi dodici anni. Intanto crollano anche le vendite dei ‘prodotti ad alta frequenza di acquisto’, ovvero beni e servizi di prima necessità legati alla vita quotidiana delle famiglie.

Crisi sempre più dura Un segno, questo, di una crisi che giorno dopo giorno assume i tratti del dramma sociale. Lo conferma la sostanziale stasi dell’inflazione che, in altri tempi, sarebbe stata salutata positivamente. Oggi è il segno che la gente non compra più, e non solo i beni meno essenziali, ma anche quelli necessari per la vita di ogni giorno.

Stasi Dei circa 750 prodotti, beni e servizi rilevati a marzo, soltanto 88 hanno subito incrementi di prezzo significativi e 64 sono stati interessati da diminuzioni. La situazione di stasi dei consumi e il conseguente rallentamento dei prezzi è ancora meglio rappresentata dalla curva che illustra l’inflazione calcolata secondo la frequenza d’acquisto dei prodotti. In particolare l’andamento della curva dei beni ad alta frequenza di acquisto, necessari per la vita quotidiana, ha subito un brusco calo da ottobre a marzo. Segno – spiegano dalla commissione comunale che esamina i prezzi – di un preoccupante arretramento nel consumo dei prodotti di prima necessità.

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