di Marco Torricelli
Le parole vogliono essere rassicuranti, ma visto che sono le stesse usate tante, forse troppe, volte, potrebbero provocare una reazione diversa da quella sperata da chi le ha scritte.
Almunia Il commissario europeo per la concorrenza, Joaquin Almunia, replicando agli europarlamentari italiani che lo avevano sollecitato, per l’ennesima volta, a prendere posizione sulla questione relativa alla cessione delle acciaierie di Terni, da parte di Outokumpu, dice che «il mantenimento di un’acciaieria economicamente sostenibile e competitiva a terni è certamente anche nell’interesse europeo». E va bene, ma si era già detto.
Outokumpu Secondo le regole europee, però, dice Almunia, «spetta a Outokumpu il compito di scegliere, tra i candidati, un acquirente da proporre alla Commissione», che si assicurerà «che sia idoneo e forte, che sia indipendente da Outokumpu e possegga la comprovata competenza e i mezzi finanziari per sviluppare il ruolo di Ast in Europa», ma pure questo si sapeva.
Le modalità Dopo aver ricordato che la proroga concessa ad Outokumpu «non avrà alcun impatto sul risultato finale del processo di vendita», Almunia ricorda che in caso di fallimento delle trattative «il compito di portare a termine la vendita di Ast a beneficio di un acquirente idoneo sarebbe affidato, sotto la supervisione della Commissione europea, ad un ‘divestiture trustee’, un fiduciario incaricato della vendita». Pure qui, niente di nuovo.
I tempi Sebbene, dice poi Almunia nella lettera inviata agli europarlamentari italiani, «non mi sia consentito rivelare dettagli precisi sulla tempistica della vendita, potete essere certi che la Commissione intende garantire che la cessione di Ast sia conclusa con successo e in tempi il più possibile brevi, compatibilmente con le circostanze del caso». La Commissione, promette, «continuerà a prendere tutte le misure necessarie per assicurare che la sostenibilità economica e la competitività di Ast non risultino penalizzate in questa fase di transizione».
Novità: zero Lo scambio di missive, tanto le domande inviate che la risposta, non spostano di un millimetro la situazione: quello che il commissario europeo alla concorrenza dice, a ben vedere, è identico a quanto aveva affermato in occasione dell’incontro avuto a Strasburgo con la delegazione italiana. Solo che allora, era il mese di giugno, aveva detto che ci sarebbero voluti un paio di mesi per concludere l’operazione. Mentre in seguito ad Outokumpu è stata concessa una proroga fino alla fine dell’anno.
