di Chia.Fa.
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Circa 110 euro a testa. È questo il prelievo medio a cui dovranno abituarsi i contribuenti umbri con la Tares, il nuovo tributo locale che coprirà i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti e pure i servizi indivisibili dei Comuni, illuminazione pubblica e manutenzione delle strade in primis.
Tares in Umbria, tra le 8 regioni più care A elaborare la previsione, con tanto di classifica nazionale delle regioni che più delle altre sentiranno la nostalgia di Tarsu e Tia, è l’associazione dei consulenti tributari (Ancot) che, sabato, ha reso noti i risultati dell’ultimo studio. Tra il salasso record dei 160.8 euro messo in conto a ogni cittadino campano e il minimo dei 42.5 che si preparano a sborsare i veneti, ci sono, in ottava posizione, i 110.7 euro che, sempre in media, usciranno dalle tasche degli umbri per entrare nelle casse del Comune di residenza.
Aumenti fino al 21.7% Per la Cgia di Mestre nel centro Italia il passaggio alla Tares potrebbe far registrare aumenti fino a +21.7%, contro il +12% del nord e il 16.3% del sud. Ma al di là di previsioni e proiezioni, il salasso ci sarà e a risentirne saranno tanto i bilanci delle famiglie quanto quelli delle imprese che, anche in Umbria, hanno già lanciato l’ennesimo grido di allarme. La prima rata si pagherà ad aprile, la seconda a giugno e il conguaglio a dicembre. E la stangata è garantita.
Costi rifiuti Già, perché la Tares dovrà assicurare la copertura dell’intero capitolo dei costi di gestione dei rifiuti, un vincolo, questo, che con la Tarsu e in misura minore anche con la Tia, non era previsto. In media a rimanere scoperto è circa il 20% dei costi di raccolta e smaltimento, finora sempre tamponato con i bilanci dei Comuni e, quindi, con la fiscalità generale. Ma a far tremare non è solo questo.
Illuminazione e manutenzione strade Nel nuovo tributo, in vigore dal primo gennaio, saranno messi in conto anche i costi per i servizi indivisibili, su tutti illuminazione pubblica e manutenzione delle strade. Per queste voci di bilancio, la legge ha previsto un aumento base di 0.3 euro a metro quadrato, anche se, come capitato con l’Imu, a incassare il prelievo sarà lo Stato e non i Comuni. Ai sindaci resta solo la possibilità di ritoccare all’insù l’incremento, fino a un massimo di 0.4 euro a metro quadrato.
Previsione Cgia A tirare le fila dell’operazione Tares è direttamente la Cgia di Mestre che, sabato, ha spiegato: «Per un capannone di 1.200 metri quadrati si pagheranno in media 1.133 euro in più (+22.7%), per un negozio di 70 metri quadrati 98 euro in più (+19.7%) e per un appartamento di 114 metri quadrati ben 73 euro in più (29.1%)».

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