di Chiara Fabrizi
Coglie l’occasione offerta dalla celebrazione di Santa Barbara ma pure dalla giornata della trasparenza, il colonnello Gioacchino Paolucci al comando dello stabilimento militare di munizionamento terrestre di Baiano (Spoleto) che occupa 194 addetti di cui diciotto giovani interinali e tre lavoratori con contratti a tempo determinato.
Lavoratori e investimenti Dopo la cerimonia officiata da don Canzio Scarabottini, l’ufficiale ha spiegato: «Il nostro obiettivo è il pareggio di bilancio ma stiamo lavorando per confermare gli attuali livelli occupazionali anche per il 2017 e al momento non posso dire di più, se non che per i diciotto interinali assunti nel giugno scorso dopo quattro mesi di tirocinio la conferma è molto legata alle commesse». Ma anche agli investimenti. Il colonnello Paolucci ha infatti spiegato di aver avuto negli ultimi mesi alcuni incontri con lo Stato maggiore della Difesa e la direzione Armamenti terrestri per tentare di far dotare lo spolettificio del primo impianto di sperimentazione di caricamento per compressione delle munizioni calibro 70 da 155 mm: «Stiamo cercando accordi – ha detto il comandante dello stabilimento – per poter introdurre questa lavorazione, che già utilizziamo per altre munizioni, convinti che l’abbattimento dei costi di produzione e l’efficienza del processo produttivo assicurino uno sviluppo promettente sulla produzione».
Progetto efficientamento energetico da 2,1 mln In attesa di capire se i diciotto giovani (sedici diplomati e due laureati) saranno riassunti dello spolettificio di Baiano, in cantiere il colonnello ha anche messo un investimento da 2,1 milioni di euro: «Si tratta di un progetto che avremmo dovuto già avviare da tempo e prevede la sostituzione delle caldaie a gasolio con quelle a biomassa solida e rinnovabile alimentate con trucioli di legno sia per il riscaldamento del sito che per gli impianti con l’obiettivo naturalmente dell’efficientamento e del risparmio energetico». Paolucci ha poi spiegato che negli ultimi mesi sono stati messi a dimora nella vasta area dello stabilimento militare diversi esemplari di ulivo «dopo che nel 2015 avevamo avuto la necessità di abbattere alcuni alberi, mentre riteniamo di confermare anche per il prossimo anno il pascolo di animali nel sito industriale che abbiamo autorizzato con successo per eseguire lo sfalcio naturale della vegetazione».
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