I lavori della Posterna

di C.F.
Twitter @chilodice

In cinque anni l’occupazione nel comparto edile è crollata del 50%. Passano dai 740 del 2009 ai 367 attuali, gli iscritti alla cassa edile (dati di Spoleto) che hanno pagato pesantemente e silenziosamente le conseguenze della crisi.

Fillea-Cgil: «Enti pubblici pensano solo a ribassi» A fornire i dati è stato venerdì mattina Cristian Benedetti della Fillea Cgil che ha anche evidenziato come «soltanto il 45% delle imprese locali riesca a lavorare con gli enti pubblici, ormai abituati ad aggiudicare appalti sulla base esclusiva dei ribassi d’asta che finiscono per calpestare qualità e professionalità degli operatori del territorio». Da qui alla richiesta di investimenti in infrastrutture è il passo è breve, specie in un territorio che da anni sogna il completamento della Tre Valli e il raddoppio ferroviario anche a sud.

Cementir, tutti al lavoro fino a fine anno Restando nel settore edile, Benedetti ha anche reso noto che dopo mesi complessi le maestranze della Cementir sono attualmente tutte in fabbrica. Novantatré gli operai che resteranno nei reparti fino alla fine dell’anno, anche se per il 2015 potrebbe esserci un ulteriore ricorso agli ammortizzatori sociali.

Ex Pozzi fatica a rialzarsi In conferenza stampa è intervenuto anche Pierbruno Agostini, rsu della ex Pozzi che ha ribadito come in questa fase il polo metallurgico di Santo Chiodo produca a singhiozzo. «C’è un massiccio ricorso alla cassa ordinaria – ha spiegato l’operaio in organico a Ims (ghisa) – sia in Isotta Fraschini dove l’unico cliente è Fiat che in Ims dove i commissari e l’area commerciale stanno cercando di reperire commesse per l’inverno». Un’operazione non semplice che ha già incontrato ostacoli nel primo viaggio commerciale in Germania compiuto nei giorni scorsi.

TUTTO SU CRISI EX POZZI

La manifestazione del 25/10 a Roma Presente alla Camera del lavoro anche il segretario dei pensionati, sigla Spi-Cgil, Peppino Giansanti che è tornato a evidenziare le pesanti difficoltà attraversati da molti anziani, gran parte dei quali però è giocoforza costretto ad assistere figli e nipoti alle prese con casse integrazioni e perdita di lavoro. La conferenza stampa, arrivata nel giorno della manifestazione a difesa dell’Ast di Terni, è stata anche l’occasione per ricordare un’altra iniziativa, quella del 25 ottobre in programma a Roma.

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