L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

Ammontano in tutto a 12 milioni di euro le risorse che si vorrebbero stanziare per il Sia, ovvero per le misure integrative al Sostegno per l’inclusione attiva. Mercoledì le commissioni Bilancio e Welfare di palazzo Cesaroni hanno approvato una proposta di risoluzione che suddivide le risorse in due voci: «sostegno all’occupazione di disoccupati e inoccupati» e «inclusione sociale e lotta alla povertà». A favore hanno votato Smacchi, Guasticchi, Casciari, Leonelli, Chiacchieroni, Barberini (Pd), Rometti (SeR) e De Vincenzi (Rp), mentre si sono astenuti Carbonari (M5s) e Nevi (FI). La risoluzione arriva al termine del lavoro di approfondimento fatto sul documento presentato dal Movimento 5 Stelle che puntavano all’introduzione del reddito di cittadinanza.

La risoluzione Il documento approvato dalle commissioni impegna la giunta «ad attivare misure regionali integrative del Sia, individuate nell’ambito del Por Fse (i fondi europei, ndr), in analogia con le misure previste dal Governo nazionale, nel periodo 2016-2018». Sul piatto ci sono dunque quattro milioni di euro all’anno e le risorse potranno essere impiegate nel 2019 e nel 2020 a seconda dell’esito dell’attuazione. Per quanto riguarda il «sostegno all’occupazione di disoccupati e inoccupati», i beneficiari saranno i componenti di famiglie con figli minori (priorità sarà data a quelle con minori disabili). Inoltre viene aumentato a 4 mesi (prima erano 2) il termine entro il quale, terminato il tirocinio, un’azienda può assumere per godere dei benefici di legge, non necessariamente nello stesso luogo del tirocinio (per aumentare le possibilità di impiego).

Le misure Quanto all’inclusione sociale e alla lotta contro la povertà, innanzitutto vengono individuate le «persone vulnerabili», ovvero quelle tra i 18 e i 65 anni con un Isee da zero a seimila euro (con particolare attenzione alle fasce di età intermedie dai 45 a 55 anni con e/o senza figli minori), che non hanno un lavoro e che non hanno usufruito del Sia o di altri interventi di sostegno. La commissione ha inserito nella risoluzione anche la clausola valutativa (la giunta cioè rendiconterà una volta all’anno sull’efficacia del provvedimento) e l’obbligo per l’esecutivo di riportare in commissione la delibera che definisce la condizione di vulnerabilità.

Il dibattito «Sono misure – ha commentato Leonelli – che tengono conto anche delle proposte che il Partito democratico dell’Umbria raccolse tra la gente con i suoi banchetti nello scorso mese di dicembre. L’Umbria incomincia a registrare dati economici incoraggianti, ed è questo il momento in cui occorre uno sforzo straordinario per consentire di risollevarsi anche a chi ha subito le ferite più profonde della crisi». «La giunta – ha detto invece Andrea Liberati, capogruppo del M5S – può fare di più, trovando risorse proprie per le persone in difficoltà, visto che trova 4 milioni l’anno per i vitalizi e consente che la multinazionale che sfrutta l’idroelettrico ottenga ricavi per decine e decine di milioni l’anno con le risorse naturali che appartengono a questo territorio». Quanto al forzista Nevi, ha motivato il suo voto con la volontà di approfondire ancora alcuni aspetti relativi all’atto.

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