Oltre 200mila iscritti al sindacato in Umbria: la crisi ha inciso, ma la rappresentanza resta fondamentale
«Oltre 200 mila persone in Umbria, lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, sono iscritti alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. E questo, nonostante una stagione di crisi occupazionale lunga 10 anni che ha colpito in particolare il settore manifatturiero (-30mila addetti in Umbria), come un vero e proprio terremoto economico e sociale». Lo affermano in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, che commentano così i dati diffusi da Demoskopika su un calo di 20 mila iscritti in Umbria e 450 mila a livello nazionale tra il 2015 e il 2017.
Precariato pesa «Contrazione contenuta e fisiologica – secondo i sindacati – favorita anche dalla grande precarizzazione del lavoro, particolarmente accentuata nella nostra regione. Se solo un nuovo contratto su dieci è a tempo indeterminato – osservano Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria – è evidente che la libertà dei lavoratori di iscriversi a un sindacato e partecipare alla sua attività è fortemente compressa».
La ricetta Come contrastare allora la tendenza alla disintermediazione, che non fa altro che indebolire il lavoro? «Con sempre maggiore democrazia e partecipazione dei lavoratori», è la risposta di Cgil, Cisl e Uil, che indicano nel «modello delle elezioni per il rinnovo della Rsu nel pubblico impiego, che si svolgono ogni tre anni, con un’altissima partecipazione dei dipendenti e la certificazione dei risultati (quindi della rappresentanza), un esempio da seguire anche per il privato. Perché è solo attraverso l’associazione e la partecipazione dei lavoratori che si possono migliorare le condizioni di tutto il mondo del lavoro e quindi del paese – concludono Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria – Questa è l’unica risposta che vogliamo dare a coloro che sperano in un indebolimento del sindacato e della rappresentanza del lavoro in Italia».
