Un momento del processo per il rogo Thyssen

Da venerdì sera le preoccupazioni maggiori per le istituzioni ternane, per quelle regionali e per i sindacati sono le sanzioni accessorie comminate dal tribunale di Torino alla TkAst. Che conseguenza avranno sulle strategie a medio e lungo termine dell’azienda l’esclusione per sei mesi da agevolazioni e sussidi pubblici e il divieto di pubblicizzare i prodotti per lo stesso periodo di tempo? Una sentenza che condanna l’ad di un’azienda per omicidio volontario che effetto avrà sulle tremila famiglie ternane che dipendono dalla sopravvivenza delle acciaierie?

Salvi gli ammortizzatori sociali? Un’analisi delle conseguenze delle sanzioni accessorie la sollecita il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo: «Le sanzioni – ha detto il sindaco lunedì pomeriggio in Consiglio comunale – oltre a colpire l’azienda rischiano di colpire soprattutto il suo cuore, ovvero i lavoratori. Per questo ci stiamo interrogando su che cosa significhi la sospensione delle agevolazioni e dei sussidi pubblici per sei mesi. Se questo comporti conseguenze sull’accesso agli ammortizzatori sociali e alle agevolazioni sull’energia». Fino all’ultimo grado di giudizio in realtà le pene accessorie non dovrebbero scattare, mentre fra tre mesi dovranno essere risarciti gli operai che lavoravano alla linea 5. Secondo gli avvocati del collegio difensivo della TkAst poi gli ammortizzatori sociali non dovrebbero essere considerati tra i contributi pubblici.

Marini: aggiornare il Patto di territorio Il pressing per salvare il sito ternano da un possibile disimpegno della multinazionale tedesca dell’acciaio è a tutto campo e coinvolge in primis il presidente della Regione Catiuscia Marini. In una lettera a Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, la presidente chiede che venga aggiornato il Patto di territorio dell’area Terni-Narni. «Il Protocollo d’intesa per lo sviluppo dei comuni di Terni e Narni siglato nell’agosto 2005 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – scrive la Marini – è risultato un elemento essenziale, in grado di assicurare la continuità e lo sviluppo delle produzioni della Thyssen Krupp nell’area. Tuttavia alla luce della gravissima situazione di crisi che investe il Polo Chimico di Terni, riconfermando la centralità del polo siderurgico, si rende necessario rimodulare alcune delle azioni e delle iniziative previste nell’intesa, e peraltro ad oggi non realizzate».

Obiettivi di crescita condivisi Secondo la Marini occorre aggiornare il Patto rendendolo la cornice istituzionale e programmatica «funzionale allo visione dello sviluppo dell’area e dell’intera Umbria, nell’ambito di una politica industriale che individua obiettivi di crescita condivisi insieme a strumenti e risorse adeguate». La crisi del Polo chimico e la delicata vicenda Thyssen impongono quindi un’assunzione di responsabilità anche da parte del governo.

I lavoratori: no alla guerra tra poveri Solidarietà agli operai ternani, ma non ai sindacati, è arrivata poi dall’associazione Legami d’Acciaio che riunisce gli ex operai dell’azienda e i familiari delle vittime del rogo: «Il lupo – scrivono in una nota – perde il pelo ma non il vizio. La Thyssenkrupp persiste nel suo comportamento arrogante e ricattatorio». La onlus accusa poi l’azienda di volere scaricare le proprie responsabilità sulla Corte d’Assise e anche sui lavoratori di Terni, «definendo le pene accessorie ‘punitive’ e dalle conseguenze ‘preoccupanti’ per la ricaduta occupazionale. Non accettiamo – dice ancora la nota – la logica della guerra tra poveri».

Nessuna solidarietà al sindacato ternano «Esprimiamo quindi la massima solidarietà ai lavoratori di Terni (ma non al sindacato ternano) come già avvenuto durante la dura vertenza del magnetico 2005, affrontata dai lavoratori ternani per i quali facemmo diversi scioperi mentre a Terni le Rsu e le organizzazioni sindacali Fim-Fiom-Uilm non ne proclamarono nemmeno una per la nostra vertenza nella primavera del 2007 che pure decretò la chiusura dello stabilimento di Torino». Legami d’Acciaio critica anche le prese di posizione, in merito alla sentenza, del sindaco e del presidente della Provincia di Terni: «Li invitiamo ad occuparsi di rappresentare al meglio gli interessi dei cittadini e a non aspettarsi pacche sulle spalla da parte del management Tk o chissà che altro».

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