Un badge elettronico che registra chiunque entra nei cantieri della ricostruzione sisma 2016, per porre un altro argine al sempre alto rischio di infiltrazioni mafiose. Parliamo del più grande cantiere d’Europa, il più appetibile alle organizzazioni malavitose. Nell’ultimo anno oltre 30 (è il periodo che va dal 2024 ai primi mesi del 2025) sono state le interdittive antimafia emesse. Per la precisione 29 nel 2024 e già 4 nel 2025. La ricostruzione abbraccia un’area di 4 regioni: Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, per oltre mezzo milione di abitanti, e lavori pari a 28 miliari di euro.
In questo momento sono aperti circa 9mila cantieri di ricostruzione privata (oltre 12mila quelli chiusi) per un importo di 10,2 miliardi (di cui 5,6 miliardi liquidati alle imprese), mentre la ricostruzione pubblica conta ulteriori 3.500 cantieri per 4,4 miliardi di euro: il 50% è in fase di progettazione, quindi di qui a qualche mese «dovremmo affrontare almeno 1.700 gare di lavori pubblici e svariate migliaia di nuovi cantieri».
Il badge, la novità introdotta, consente a una piattaforma digitale di monitorare tutti i soggetti in entrata nei cantieri autorizzati. Si aggiunge agli strumenti già esistenti quali, ad esempio, la patente di cantiere. Le imprese che partecipano alla ricostruzione sono tenute alla presentazione regolare del durc e del durc di congruità.
Il settimanale di cantiere dovrà essere inviato ogni venerdì alle autorità preposte ai controlli, ma si aggiornerà costantemente ad ogni strisciata del badge. L’introduzione della tecnologia sarà graduale: 1 mese per i cantieri con valore complessivo dei lavori uguale o superiore a 500mila euro; 12 mesi uguale o superiore a 258mila euro; 24 mesi uguale o superiore i 150mila euro; 36 mesi per i restanti cantieri.
