Un operaio al lavoro in piazza San Bendetto (foto Fabrizi)

Nel corso del mese di luglio 2025, la struttura per la Prevenzione antimafia del ministero dell’Interno ha emesso sette provvedimenti interdittivi antimafia nei confronti di altrettante imprese che avevano richiesto l’iscrizione nell’anagrafe Antimafia degli esecutori. Tali imprese miravano a partecipare ai lavori di ricostruzione post-sisma nel Centro Italia del 2016 e, in due casi, ai progetti legati alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026.

I provvedimenti, finalizzati a escludere preventivamente le imprese coinvolte dall’assegnazione di appalti pubblici e, per quanto riguarda la ricostruzione, anche di commesse private con contributi pubblici, riguardano principalmente imprese individuali o società a responsabilità limitata semplificata con attività edile.

Dall’analisi è emerso che cinque delle imprese interdette presentano collegamenti con la Camorra, due con la ’Ndrangheta e una con un’organizzazione criminale di matrice mafiosa riferibile a gruppi criminali di etnia rom. Sono stati rilevati rapporti e accordi di convenienza che permettono a queste organizzazioni di esercitare pressione sul tessuto socio-economico e di infiltrarsi nel sistema produttivo, compromettendo la libera concorrenza e danneggiando le aziende “pulite”.

Con i sette provvedimenti di luglio, le interdittive adottate in Italia nella prima metà del 2025 salgono a 30, con un incremento del 15% rispetto al totale dell’anno 2024 (26) e del 40% rispetto al 2023 (18). Questo aumento riflette un’intensificazione dell’attività di analisi e prevenzione antimafia, grazie anche alla maggiore collaborazione tra la struttura del ministero, la direzione investigativa Antimafia, il gruppo investigativo centrale della polizia e i gruppi interforze Antimafia delle prefetture.

Inoltre, è stata adottata una misura di prevenzione collaborativa di 12 mesi nei confronti di una società con sede in provincia di Milano coinvolta nei lavori post-sisma, a seguito di accertati tentativi di infiltrazione mafiosa riconducibili a forme di agevolazione occasionale. Questa misura prevede l’adozione di protocolli di conformità antimafia e la comunicazione periodica di determinati atti alle autorità competenti, con la possibilità di revoca in caso di rimozione definitiva delle cause di infiltrazione.

Il commissario di Governo per la ricostruzione post-sisma, Guido Castelli, ha ribadito l’importanza di queste azioni sottolineando come il contrasto alle infiltrazioni criminali rappresenti una priorità costante per la struttura commissariale, fondamentale a tutela della legalità e della sicurezza economica dei territori coinvolti.

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