di Ivano Porfiri
Un giudizio sul bilancio della Regione Umbria «abbastanza buono» perché «nessun bilancio è mai perfetto». Spiega così il presidente della sezione regionale della Corte dei conti, Salvatore Sfrecola il giudizio di ‘parificazione’ con cui la giustizia contabile dovrebbe promuovere i conti relativi al 2012 dell’Amministrazione regionale. Una promozione, tuttavia, con alcune riserve. Il verdetto ufficiale è atteso ad ore.
La parificazione Il giudizio di parificazione è il nuovo strumento con cui, da quest’anno, le regioni a statuto ordinario vedono i propri conti passati al vaglio della Corte per accertare che le risultanze del rendiconto rispettino le scritture contabili a bilancio. Un meccanismo che supera la vecchia relazione inviata all’ente pubblico, mettendo in piedi un vero e proprio giudizio, con tanto di requisitoria da parte del procuratore e verdetto del giudice contabile.
Coordinamento rafforzato Proprio il presidente della sezione regionale, Salvatore Sfrecola, ha sottolineato nella sua relazione come «si chiude oggi, con il giudizio di parificazione, il ciclo annuale dei controlli intestati alla Corte dei conti sulla finanza regionale». Per Sfrecola, «la ‘novità’ del giudizio di parificazione non è fine a se stessa», ma «s’inserisce in un complesso di norme il cui scopo dichiarato è quello di ‘rafforzare il coordinamento della finanza pubblica, in particolare tra i livelli di governo statale e regionale, e di garantire il rispetto dei vincoli finanziari derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea’».
La richiesta del procuratore Il procuratore regionale della Corte dei conti dell’Umbria, Agostino Chiappiniello, ha sostanzialmente promosso i conti regionali chiedendo la ‘parificazione’ del rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2012. La richiesta è avvenuta al termine di una lunga requisitoria in cui il procuratore ha motivato la richiesta «in virtù del rispetto degli accordi relativi al patto di stabilità, l’osservanza dei principi costituzionali ed il rispetto dei vincoli di virtuosità della spesa del personale».
Luci Chiappiniello ha promosso la gestione della Regione specie per due aspetti: la riduzione della spesa del personale per 1,5 milioni nel 2012 rispetto al 2011 e perché, nonostante le difficoltà, «la Regione Umbria ha rispettato il Patto di stabilità interno per l’anno 2012». Bene anche la gestione della sanità, per la quale si invita a un «costante monitoraggio».
Ombre: dai residui alle spese di rappresentanza Il procuratore ha, tuttavia, evidenziato anche alcune ombre che vanno al di là del disavanzo finanziario complessivo di circa 298 milioni di euro. Ad esempio, viene sottolineata la bassa percentuale di esigibilità dei residui attivi: circa il 35%, che fa «richiamare l’attenzione dell’Amministrazione sulla necessità di una attenta valutazione delle voci da conservare in bilancio in conto residui». Dal versante dei residui passivi, invece, c’è «la scarsa capacità di smaltimento che si rileva per quelli di parte corrente» che «testimonia una certa difficoltà gestionale derivante da problemi procedurali ed organizzativi della macchina amministrativa». Una bacchettata arriva anche sulla gestione delle consulenze esterne (pure in diminuzione) per le quali si invita ad adeguarsi alla normativa vigente, specie per ciò che riguarda l’Aur. Si chiede anche più trasparenza sull’uso della finanza ‘derivata’. Infine si sottolinea il boom della spesa per relazioni pubbliche e rappresentanza, convegni, mostre e pubblicità, cresciute del 57,39% rispetto al 2011 (anche se in questo capitolo sarebbero transitati contributi di diversa natura che squilibrerebbero i conti).
Marini: «Conti in ordine» Soddisfatta la presidente Catiuscia Marini. «E’ positivo dice – che la Corte dei conti abbia deciso per la ‘parificazione’ del bilancio della Regione Umbria. Si tratta di una ulteriore conferma della capacità della nostra amministrazione di tenere i conti pubblici in ordine». A giudizio della presidente è di «particolare rilevanza la decisione della Corte in quanto certifica innanzitutto il pieno rispetto da parte della Regione dei vincoli del Patto di stabilità interna, ed in secondo luogo la validità delle politiche di contenimento dei costi di personale e funzionamento adottate dall’amministrazione regionale».
Sanità importante «Dalle relazioni del presidente della Sezione umbra, Salvatore Sfrecola, e del procuratore regionale, Agostino Chiappiniello, emerge con chiarezza – ha proseguito la presidente – che i conti della Regione sono in ordine. Inoltre è stato sottolineato come l’Umbria abbia rispettato i vincoli derivanti dalle manovre finanziarie dello Stato per ciò che riguarda il controllo e la riduzione della spesa pubblica. Così come gli stessi hanno sottolineato il considerevole restringimento della spesa che però poi si traduce in una oggettiva difficoltà nel mantenimento di servizi pubblici adeguati ed efficienti, soprattutto in settori fondamentali come trasporti, sanità e politiche sociali. Certo, se non avessimo avuto i bilanci della sanità in ordine, pesando questo settore per l’82% sull’intero bilancio regionale, il giudizio della Corte probabilmente sarebbe stato inficiato. Voglio infine sottolineare come tale giudizio è frutto sia del governo politico, sia – ha concluso la presidente – di una struttura tecnica regionale competente e professionalmente valida».
