Palazzo Donini (foto archivio F. Troccoli)

di Daniele Bovi

D’ora in poi la «tassa automobilistica regionale», meglio nota come bollo auto, si potrà pagare anche in banca. La possibilità è prevista all’interno della Legge finanziaria regionale approvata nei giorni scorsi da palazzo Donini: otto articoli e decine di pagine di tabelle lungo le quali vengono spalmati stanziamenti per 155 milioni di euro; soldi che fanno riferimento a leggi di spesa permanente la cui quantificazione, ogni anno, è stabilita proprio dalla Finanziaria. Un pacchetto di norme in cui è previsto anche l’ampliamento dei canali di riscossione del bollo, che oggi si può pagare in tabaccheria, all’Aci (inclusi i servizi telematici) e negli uffici postali.

LE MISURE DEL COLLEGATO AL BILANCIO

La Finanziaria Oltre a ciò si stabilisce anche il livello massimo del ricorso al mercato finanziario (cioè a mutui e prestiti), fissato in 200 milioni di euro, dei quali 16,5 per centrare il pareggio del bilancio previsionale 2015, del quale la Finanziaria (insieme al Collegato al quale Umbria24 dedica un altro articolo) è parte. Il cuore della Finanziaria sono però gli stanziamenti per il triennio 2015-2017 che riguardano una decina di settori, dagli organi istituzionali alle politiche abitative, dalle opere pubbliche ai trasporti fino a commercio, agricoltura, istruzione, turismo e altro ancora. Scorrendo le trenta pagine di numeri si trova di tutto: dai 20 mila euro per la cooperazione internazionale ai 5 milioni di euro per le strade, dai 123 mila euro per il sistema bibliotecario ai 5,2 milioni per il patrimonio agro-forestale.

LA TABELLA CON TUTTI GLI STANZIAMENTI

Gli stanziamenti Una giungla di codici e «Unità previsionali di base», cioè singole voci dentro le quali allocare gli stanziamenti per il 2015, il 2016 e il 2017. Guardando al solo 2015 (a parte rari casi le cifre sono identiche anche per gli altri anni) tra i capitoli si possono trovare i cinquemila euro per la giornata regionale contro il terrorismo e i 10 mila per quella della memoria, i 900 mila per i centri storici, i 3,8 milioni per favorire le forme associative dei comuni, i 50 mila euro per l’Accademia di belle arti di Perugia e i 140 mila per il sostegno degli affitti. Per lo spettacolo ci sono invece 850 mila euro mentre 10 sono i milioni per il diritto allo studio. Nell’elenco ci sono anche 500 mila euro come contributo per lo sviluppo dell’imprenditoria, un milione per l’Agenzia Umbria ricerche, un piccolo contributo per lo sviluppo del commercio equo-solidale e tanto altro ancora.

Twitter @DanieleBovi

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