Consiglio regionale (foto F.Troccoli)

L’Assemblea legislativa, dopo il via libera al Defr, ha approvato a maggioranza, con i voti favorevoli della maggioranza (Pd, SeR, Misto-Mdp) e quelli contrari della minoranza (M5s, Ln, FdI, Fi, Rp), il Bilancio di previsione della Regione Umbria 2018-2020 e la legge di “stabilità regionale 2018”.

Emendamenti Approvati due emendamenti alla legge di stabilità: 40 mila euro al conservatorio Morlacchi e 80 mila per le parrucche dei malati oncologiche. È stato approvato anche un emendamento al bilancio per dare 50 mila euro al fondo per la premiazione dei giovani atleti. Allo stesso bilancio sono stati presentati quattro ordini del giorno: tre sono stati approvati (quello per il completamento della ricostruzione dei terremoti di Marsciano e Narni, quello a firma Nevi per il finanziamento di spazi pubblici dedicati ai bambini e quello per la bretella stradale San Carlo – Prisciano nel territorio del Comune di Terni). Bocciati gli emendamenti presentati dalle minoranze.

Il dibattito: muro contro muro Dopo le relazioni di maggioranza (Andrea Smacchi del Pd) e opposizione (Maria Grazia Carbonari del M5s) si sono svolti gli interventi dei consiglieri. Secondo quanto ha spiegato Smacchi nella sua relazione, «punta a consolidare la ripresa a vantaggio dell’occupazione, alla tutela del welfare e ad efficentare la spesa pubblica». Diversa la valutazione della relatrice di opposizione, Carbonari secondo la quale la proposta dell’Esecutivo dimostra invece nei suoi contenuti «la cattiva gestione economico finanziaria di questa Regione». Poi gli interventi di Claudio Ricci «bilancio troppo rigido con limitate risorse libere»), Silvano Rometti («bilancio sano e solido, quadro generale apprezzato anche dagli organi esterni»), Carla Casciari («valorizza le eccellenze e scelte decise per la coesione sociale»), Giacomo Leonelli («questa manovra supera la retorica del declino»). La presidente Catiuscia Marini ha chiuso il dibattito parlando di «bilancio sano e in equità verso cittadini e imprese».

Scheda: Legge di stabilità e Bilancio I due documenti partono da una situazione che vede: pareggio di bilancio, rispetto del limite dell’indebitamento, non necessità di un piano rientro per la sanità, assenza di criticità per la tesoreria, rispetto dei termini per il pagamento dei fornitori. Il rating della Regione Umbria migliora e se fosse autonomo sarebbe superiore a quello dell’Italia. La spesa per il personale resta costante nel triennio e in calo rispetto al passato. Al netto dei 1,6 miliardi per la sanità, dei fondi vincolati e dei 150 milioni per accantonamenti obbligati, le risorse libere del bilancio sono estremamente ridotte. Verranno finanziati interventi per viabilità regionale a sostegno delle due Province, con un mutuo da 10 milioni in tre anni per gli investimenti più 6 milioni per la parte corrente. Vengono confermate agevolazioni ed esenzioni esistenti: soppressione dell’imposta regionale sulla benzina di 2,5 centesimi; riduzione del 50 per cento dell’Irap per Coop sociali di tipo A ed esenzione totale per quelle di tipo B; riduzione Irap per gli esercizi commerciali che disinstallino dai locali gli apparecchi per il gioco d’azzardo; riduzione del 10 per cento della tassa auto per i veicoli storici (da 20 a 30 anni di anzianità). Viene inoltre introdotta l’esenzione della tassa auto per i veicoli adibiti esclusivamente alla protezione civile.

Tra i principali interventi: 3 milioni per la non autosufficienza (6,7 milioni dallo Stato per un totale di 9,7 milioni); 2,6 milioni alle politiche sociali (4,6 milioni dallo Stato per un totale di 7,2 milioni); 920 mila euro per gli asili nido; 793 mila euro a turismo e sport, di cui 202 mila per lo sport e 591 mila per il turismo; 1 milione per cultura e spettacolo, di cui 167 mila al sistema museale, 192 mila all’editoria, 544 mila allo spettacolo, 40 mila ai Ceri di Gubbio, 10 mila all’archeologia industriale, 27 mila per le manifestazioni storiche, 30 mila alle bande musicali; 627 mila euro per eventi e manifestazioni; 900 mila euro per il teatro Stabile dell’Umbria (più 150 mila una tantum per il 2018); 5 milioni per il trasporto pubblico regionale (100 milioni dallo Stato, per un totale di 105 milioni).

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