di Iv. Por.

Non c’è solo il Tar da qui al completamento della Quadrilatero Umbria-Marche. La sentenza del tribunale amministrativo che ha bocciato l’assegnazione dei lavori nel tratto Valfabbrica-Casacastalda non è niente in confronto allo spettro del fallimento della Btp (Baldassini Tognozzi Pontello), protagonista dell’associazione temporanea d’imprese Dirpa, general contractor del maxi cantiere e aggiudicataria dell’appalto per uno dei maxilotti dell’infrastruttura. Se ciò avvenisse addio doppio corridoio tra Umbria e Adriatico. A segnalare le difficoltà dell’azienda era stato il segretario della Fillea Cgil Mauro Livi.

Btp a rischio chiusura «Se non interverranno subito fatti nuovi – dice Livi – la più grande impresa di costruzioni della Toscana e fra le prime 20 imprese italiane per fatturato chiuderà i battenti». La Btp, di proprietà di Baldassini, Tognozzi, Pontello, occupa oltre mille dipendenti. Per la Fillea, «sarebbe la prima grande e illustre vittima della crisi che da due anni colpisce l’edilizia». Livi denuncia come si stiano «diffondendo da giorni voci sul fallimento dell’azienda, che ha tanti lavori ma altrettanti ed evidenti problemi finanziari». Voci che, per gli edili Cgil, sembrerebbero «messe in giro ad arte per favorire quel tragico destino e non per evitarlo. Ad oggi – ricorda Livi – Btp non ha attivato alcuna procedura e non ha richieste analoghe promosse da soggetti terzi. La Fillea Cgil si batterà in ogni sede per evitare l’ipotesi di chiusura o lo smembramento della Btp, ipotesi, quest’ultima, che avrebbe comunque conseguenze pesanti per la sede, per gli impiegati, i tecnici e i tanti operai che lavorano nei diversi cantieri».

Istituzioni si muovano La Fillea Cgil chiede «a tutti i soggetti interessati di agire immediatamente e coerentemente in questa direzione. Al presidente di Btp chiediamo atti concreti e azioni immediate in tutte le direzioni – aggiunge Livi – volte a garantire una prospettiva che salvaguardi l’integrità dell’azienda e l’occupazione delle maestranze, operai, tecnici, impiegati, che sono legate al territorio fiorentino». Fillea chiede anche alle istituzioni di «intervenire subito».  «Le difficoltà sono molte ma la soluzione positiva è ancora possibile – conclude Livi – a condizione che tutti i soggetti interessati facciano oggi un passo in avanti».

L’inchiesta G8 La Btp era entrata tra l’altro nell’inchiesta sugli appalti per il G8 per il periodo in cui era guidata da Riccardo Fusi. Martedì 18 gennaio sono state eseguite perquisizioni di tre studi legali, uno senese e due fiorentini, per l’indagine sui rapporti fra Credito cooperativo fiorentino – di cui era presidente il deputato del Pdl, Denis Verdini, e commissariato dal Tesoro nel luglio scorso – e la Btp, di cui era presidente  Fusi, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui grandi eventi: al centro degli accertamenti ci sarebbe un mutuo concesso nel 2008 da un pool di banche a Btp, allora guidata da Fusi.

Marche in subbuglio Un “summit improvvisato” c’è stato martedì 18 alla buvette dell’Assemblea legislativa delle Marche tra il presidente della Regione Gian Mario Spacca, l’assessore regionale alle infrastrutture Luigi Viventi e il presidente della Quadrilatero spa Fausto Galia. Si è parlato della difficile situazione della Btp. Dal canto suo, la Regione Marche si dice «preoccupata».  «La Quadrilatero – dice l’assessore Viventi – per noi è fondamentale. E’ una partita troppo importante». Quindi, secondo Viventi «occorre grande senso di responsabilità da parte di tutti» e magari si può pensare ad un «rafforzamento societario». Il che vuol dire che deve entrare qualche altra azienda forte, che garantisca la realizzazione dei lavori. Per Viventi comunque non si tratta di un fulmine a ciel sereno: «è da quando mi sono insediato che ho segnalato questa situazione». Ufficialmente al momento nessuna decisione, tranne quella di «risentirsi a fine mese con Galia per fare il punto della situazione».

E l’Umbria? Per il momento, dalla Regione Umbria tutto tace. Che sia forse il caso di iniziare a preoccuparsi?