La filiale di piazza Pianciani (foto U24)

di C.F.
Twitter  @chilodice

Ammonterebbe a 145 milioni e sarebbe interamente versato in cash l’aumento di capitale di Banca Popolare di Spoleto interamente riservato a Banco Desio, selezionato dalla Banca d’Italia come nuovo socio di riferimento dell’istituto di credito umbro.

145 mln cash L’iniezione che la Brianza si prepara a somministrare muterà, inevitabilmente, gli equilibri della compagine societaria di Bps, finora controllata da Spoleto Credito e Servizi (Scs), società cooperativa commissariata insieme alla banca dal febbraio 2013. Il contratto d’investimento dovrebbe essere perfezionato nel giro di due settimane, dopodiché, archiviate anche le pratiche delle autorità di vigilanza, entro maggio sarà convocata l’assemblea dei soci di palazzo Pianciani per ricomporre il consiglio di amministrazione.

Restano Mps e Scs Ma qualche dettaglio, all’indomani dell’avvio delle procedure, trapela. Stando a quanto risulta per effetto dell’aumento di capitale sottoscritto da Desio le partecipazioni degli attuali soci diluiranno. In particolare per Scs sembra esserci spazio per una posizione di minoranza poco superiore al 20%, mentre Monte Paschi scenderebbe dall’attuale 26% fino al 12%, vestendo i panni dello sleeping partner.

Clitumnus Da definire, invece, il pacchetto azionario del veicolo societario Clitumnus, che pure aveva presentato un’offerta vincolante. Anche se le trattative sono tuttora in corso, non sembrano esserci molti dubbi sull’ingresso della cordata di Fondazioni Cr e imprenditori umbri, ma spetterà alle parti definire i dettagli. E i tempi, giocoforza, non si annunciano lunghi.

Prospettive In attesa di conoscere le caratteristiche del piano industriale presentato dall’istituto brianzolo delle famiglie Gavazzi e Lado, si fa ufficiosamente largo la possibilità che palazzo Pianciani diventi il polo di riferimento non soltanto delle filiali di Bps, ma anche di quelle di Desio presenti nel centro Italia. Ma fin quando non si potrà spulciare il documento strategico, ci si muove con molta cautela specie tra le organizzazioni sindacali che fin dalle prime ore hanno comunque incassato rassicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali e del marchio.

Sindaco Benedetti A parlare a poche ore dall’operazione è soltanto il sindaco Daniele Benedetti che senza giri di parole afferma: «Quale che sia la risoluzione definiva, Bps rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile per il tessuto economico-produttivo del territorio e ci auspichiamo che resti un punto di riferimento per il credito, ma anche per le nostre istituzioni culturale alle quale l’istituto ha sempre assicurato contributi decisivi».

Tace l’Umbria Tutto intorno è solo silenzio. A stigmatizzare è il coordinatore regionale dell’Udc Maurizio Ronconi: «Scandalizza l’indifferenza della Regione mentre l’Umbria perde l’ultima banca, rischiando serie ripercussioni sull’economia, è una pagina brutta della nostra storia che si sarebbe potuta evitare dimostrando più senso di appartenenza e disponibilità».

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