Simpatico striscione dei lavoratori Basell

Sono partiti poco dopo le 8.30 i 35 lavoratori che partecipano alla maratona del polo chimico ternano organizzata a sostegno della vertenza aperta da oltre un anno per salvare la Lyondell Basell, azienda attiva nella produzione del polipropilene e che dal luglio scorso ha fermato gli impianti ternani. Un lungo striscione con scritto «Camminiamo tutti verso la soluzione» apre il corteo, cui hanno partecipato anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e il presidente della Provincia, Feliciano Polli.

In marcia Punto di raccordo è stato il piazzale antistante la Polymer di Terni. A organizzare la “maratona” le segreterie provinciali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, Orsa-Chimici e Ugl. Circa 30 i lavoratori che percorreranno a piedi, con alcuni camper al seguito, tutta la Flaminia fino a Roma (poco meno di 100 chilometri), dove l’arrivo è previsto per giovedì mattina. Quel giorno, in occasione dello sciopero generale della chimica ternana, si terrà un sit-in sotto il ministero dello Sviluppo economico durante il quale i lavoratori chiederanno al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, di essere ricevuti per avere spiegazioni rispetto al piano di rilancio degli impianti Basell presentato da una cordata di aziende guidata dalla Novamont.

Attesi alla Camera Sempre giovedì – è stato annunciato dai segretari provinciali della chimica – i lavoratori del polo verranno ricevuti dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Silvano Moffa. Per i sindacati, nella vertenza per il polo chimico ternano sono a rischio un migliaio di posti di lavoro. Ritengono infatti che se fosse attuata la decisione della Lyondell Basell (azienda leader mondiale produttrice di polipropilene, materia prima per la produzione di materiali plastici), di chiudere lo stabilimento produttivo di Terni, creerebbe un effetto domino a caduta sulle altre aziende del sito: Meraklon, Treofan, la centrale termoelettrica della Edison, strettamente collegate alla filiera produttiva.

Tutto fermo «L’impatto – sostengono ancora i sindacati – rischia di mettere in crisi anche la Novamont, azienda collocata all’interno del sito ma leader mondiale della plastica biodegradabile, che peraltro è capofila di un progetto che tenta di rilevare l’impianto della Basell per salvare le sorti del sito e rilanciare la chimica ternana e italiana al tempo stesso» «Nonostante ci sia un progetto e lo stesso ministro dello sviluppo economico Romani abbia dichiarato la strategicità del progetto – affermano Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, Orsa-Chimici e Ugl -, ad oggi la discussione è ferma ad un difficile accordo tra due soggetti privati, con un atteggiamento della multinazionale americana-olandese deciso a non cedere. Dopo 12 mesi, tantissime ore di sciopero, blocchi ad oltranza delle merci in uscita, riunioni e sit-in al ministero, abbiamo deciso di utilizzare uno strumento più eclatante per giungere all’ennesima denuncia di uno scempio che rischia di abbattere una intera comunità e la chimica nazionale».

Pd solidale «Piena solidarietà ai lavoratori che parteciperanno alla maratona e alla manifestazione di sostegno della vertenza che coinvolge la Basell e tutto il sito industriale ternano», viene espressa, in una nota, dai senatori umbri del Pd Francesco Ferrante e Anna rita Fioroni. «Il gruppo del Pd, e noi in particolare come parlamentari eletti in Umbria – e” detto nella nota – abbiamo sin dall”inizio seguito con particolare attenzione gli sviluppi di una vicenda che rischia di mettere in ginocchio in intero comparto produttivo e di lasciare a casa un migliaio di lavoratori e dunque vigileremo con grande attenzione sull”operato e sugli impegni presi dal Governo». «Dopo mesi di afasia – aggiungono i senatori del Pd – il Governo ha recentemente affermato che convocherà i vertici Basell per comunicare loro che è necessario risolvere la crisi del polo chimico, che va avanti da troppo tempo a danno dei lavoratori e di tutto il territorio. Al rischio drammatico di perdere il posto di lavoro che stanno correndo i lavoratori di Basell si aggiunge infatti la concreta possibilita” che si avvii nell”intero comparto ternano una caduta generale, insostenibile per il contesto socio – economico». «Siamo giunti alla stretta finale, per cui – concludono i parlamentari – ci attendiamo da Governo e Basell solo fatti e concretezza».

Ugl: ministero si muova In una sua nota, intanto, l’Ugl (Unione generale del lavoro), sottolinea di essere «tra i promotori della maratona dei lavoratori del polo chimico di Terni finalizzata a sollecitare il riavvio della discussione sul futuro dell”area, la cui crisi perdura da oltre un anno». Il segretario nazionale Ugl Chimici, Luigi Ulgiati, e il segretario regionale Umbria, Emanuele Riccioni, chiedono che «il ministro dello Sviluppo economico convochi urgentemente il tavolo della chimica nazionale, indispensabile per dare una risposta ai lavoratori ternani e per tutelare il lavoro e l’economia di un intero territorio». «Il 10 marzo – conclude la nota – giorno di arrivo a Roma della maratona e dello sciopero dei lavoratori del polo chimico di Terni, una nostra delegazione, unitamente alle altre parti sociali, sarà ricevuta a Montecitorio dal presidente dell’XI commissione Lavoro pubblico e privato, Silvano Moffa, col quale si aprirà un dibattito in merito al piano Novamont, già presentato al ministro Romani, ma ancora senza risposta».

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